Champions League: vittorie Inter e Napoli

Dubbi su Favre, Borussia pensa a Mourinho

L'Inter batte 2-0 il Borussia Dortmund e rilancia le sue ambizioni in Champions. Il Napoli vince a Salisburgo 3-2 e si porta in testa al suo girone  RISULTATI E CLASSIFICHE

L'Inter vince la sua finale, anche se Conte aveva preferito non definirla tale. Non si chiude in difesa, stringe i denti quando deve, sfrutta le occasioni, fallisce un rigore ma alla fine trova il primo successo in Champions League battendo 2-0 il Borussia Dortmund. I nerazzurri raddrizzano il cammino europeo in una delle partite più difficili del girone e raggiungono proprio il Borussia a 4 punti in classifica. La qualificazione è ancora aperta. Conte si gode Lautaro Martinez bravo a sbloccare una partita equilibratissima salvo poi sciupare un rigore cinque minuti dalla fine. Ma soprattutto può contare su un fuoriclasse in erba, Sebastiano Esposito, il più giovane debuttante in Champions League (dopo Bergomi ma in Coppa Campioni) nella storia dell'Inter che porta il suo carisma, giocando senza paura e con qualità, procurandosi il rigore poi fallito da Lautaro. Insieme al risultato, è lui la notizia più lieta per l'Inter che, nell'emergenza infortuni, pesca dalla Primavera un attaccante che si dimostra pronto, a 17 anni, per i grandi palcoscenici internazionali. Il 2-0 lo sigla Candreva, tra i più positivi in campo, un giocatore rinato sotto la guida di Conte che - come ha spiegato alla vigilia - gli è 'entrato dentro' regalandogli una nuova vita calcistica. L'Inter scende in campo ordinata, compatta, con un pressing aggressivo sul portatore di palla per complicare la costruzione del gioco al Borussia, che non si scompone. Le due squadre si studiano e nel primo tempo la partita non regala grandi emozioni. Lautaro è carico, intercetta palloni, corre, aiuta la squadra come chiedeva Conte alla vigilia e al 22' sblocca la gara raccogliendo il lancio verticale dalle retrovie di De Vrij battendo Burki sul filo del fuorigioco. L'arbitro assegna, la Var conferma ed esplode la gioia di San Siro. E' il sesto gol stagionale per l'attaccante nerazzurro che segna da quattro partite consecutive, tra cui quella di Barcellona. Ed è il più giovane giocatore della storia dell'Inter a siglare due match di seguito di Champions League dopo Obafemi Martins. Poco dopo la mezz'ora, poi, va vicino al raddoppio non impattando di poco un altro bel cross di Candreva, complice un contatto sospetto con Akanji che l'arbitro non segnala. A fine primo tempo brividi per l'Inter con la prima conclusione in porta in 45' del Borussia, diagonale di Sancho e respinta con la mano aperta di Handanovic. A inizio ripresa bella azione corale dell'Inter, con tre passaggi di prima e conclusione di poco alta di Candreva. Ma il Borussia alza il baricentro, è più propositivo e pericoloso. Handanovic si supera sul tiro improvviso di Brandt. L'Inter soffre, stringe i denti cercando di limitare il gioco dei tedeschi. Conte gioca la carta Esposito che sostituisce il deludente Lukaku. L'attaccante del 2002 e gioca con personalità. Ci prova ancora Lautaro ma il suo potente tiro viene deviato in angolo. La partita resta apertissima con continui ribaltamenti di fronte. Brozovic sulla linea salva miracolosamente un tiro di Sancho e tiene vive le speranze nerazzurre. Poi l'errore clamoroso dal dischetto di Lautaro Martinez che vanifica il rigore procurato dal giovane Esposito. Burki respinge e Biraghi non trova il tap-in vincente. Era la chance per chiudere la partita, invece ancora una volta l'Inter si trova a soffrire nei minuti finali. Fino all'89' quando Candreva sulla fascia destra raccoglie l'ottimo assist di Brozovic e calcia in porta. Raddoppio Inter e svolta Champions per i nerazzurri. Una strada un po' meno in salita ma l'Inter di Conte dimostra di avere quel carattere che serve a fare l'impresa.

Vittoria fondamentale per il Napoli che vince alla Red Bull Arena di Salisburgo (2-3)
, un campo che era inviolato da tre anni. Gli azzurri si assicurano tre punti che potrebbero essere decisivi per la qualificazione agli ottavi di finale. Concludono la fase di andata del girone in testa alla classifica, con un punto di vantaggio sul Liverpool e quattro sugli austriaci. Se non è questa un'ipoteca per la qualificazione, è sicuramente qualcosa di molto simile. Il protagonista assoluto della serata è Dries Mertens che mette a segno una doppietta grazie alla quale raggiunge la cifra di 116 gol complessivi con la maglia azzurra, scavalcando Diego Maradona (115) e avvicinando il primatista assoluto, Hamsik che è a quota 121. Il belga segna due gol e confeziona l'assist decisivo per il terzo gol di Insigne che regala agli azzurri la vittoria. Il Napoli è falcidiato dagli infortuni che mettono fuori gioco quasi tutta la difesa. Sulla panchina di Ancelotti, oltre a Ospina, ci sono due centrocampisti offensivi e quattro attaccanti. Manolas prova a stringere i denti prima di scendere in campo ma deve rinunciare. Ghoulam e Mario Rui, così come Hysaj e Maksimovic, non sono neppure tra i convocati per cui ad Ancelotti non rimane che mandare in campo Luperto al fianco di Koulibaly. Sulle fasce Malcuit si sistema a destra e Di Lorenzo si improvvisa ancora una volta laterale di fascia sinistra. In attacco il tecnico azzurro si affida a Mertens e Lozano, ma mentre il primo è una spina nel fianco della difesa avversaria, il messicano non riesce mai ad incidere. Nella zona del centrocampo non entra mai in partita Zielinski che sbaglia spesso la misura dei passaggi e finisce per rilanciare l'azione avversaria. Il Salisburgo fonda tutte le sue chanche sul gioco d'attacco, vista la mediocrità della squadra a centrocampo e in difesa. La strategia messa a punto da Marsch è semplice e al tempo stesso efficace. Quando gli austriaci hanno il possesso del pallone la sulla linea offensiva alle punte di ruolo, Haaland e Hwang si uniscono in fretta sulle fasce Daka e Minamino. Tutti e quattro si muovono sul fronte d'attacco a velocità vertiginosa, passandosi il pallone con un solo tocco. Così facendo c'è sempre una probabilità di mettere un giocatore davanti alla porta avversaria, in condizione di colpire. Nessun cervellotico artificio tattico, dunque, ma un estremo pragmatismo è il segreto della prolificità dell'attacco del Salisburgo. Quando il Napoli è aggressivo a centrocampo, la maggior tecnica della squadra di Ancelotti consente sempre di affacciarsi a sua volta pericolosamente nell'area di rigore avversaria. Nasce così il gol del vantaggio azzurro, al 16' del primo tempo, con Mertens. Il belga, spostato sulla destra, riceve con un colpo di testa da Callejon, punta verso la porta e batte Stankovic con un potentissimo tiro in diagonale. La reazione del Salisburgo è veemente e Meret si deve superare in due occasioni per sventare altrettante conclusioni ravvicinate di Haaland. Il gol del pareggio degli austriaci arriva proprio con il norvegese che al 40' realizza un calcio di rigore concesso per un ingenuo fallo di Malcuit su Hwang, dopo che il francese si era fatto superare in velocità dal coreano. Nella ripresa il ritmo dei padroni di casa cala vistosamente e la migliore qualità del Napoli finisce per avere il sopravvento. Al 18' Mertens, dopo una bella azione di Malcuit conclusa con un passaggio rasoterra, mette a segno il gol del vantaggio. La prodezza del belga sembra essere vanificata da un errore di misura di Koulibaly che al 26' consente ad Haaland di concludere in porta con un colpo di testa ravvicinato. E' Insigne, subentrato a uno spento Lozano, a capovolgere le sorti dell'incontro, capitalizzando con un tiro in diagonale il passaggio di Mertens da destra. Negli ultimi minuti il Salisburgo tenta il tutto per tutto ma non riesce a costruirsi neppure un'occasione per pareggiare. Il Napoli trionfa e vede così avvicinarsi sempre di più la qualificazione agli ottavi.

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