Ciclismo: Trentin argento amaro, trionfa Pedersen

"E' stata corsa dura, ero venuto per vincere, ora mi girano..."

E' un argento beffardo quello di Matteo Trentin ai mondiali di ciclismo. L'ultima giornata dei mondiali di ciclismo nello Yorkshire (nel giorno del compleanno del compianto Felice Gimondi, scomparso poco più di un mese fa) si disputa in condizioni estreme, con il percorso ridotto da 298 a 261 chilometri per le condizioni meteo sfavorevoli con pioggia, freddo e strade allagate. La vince, a sorpresa, un incredulo Mads Pedersen, che in volata beffa proprio l'azzurro scattato a 200 metri dall'arrivo. Terzo posto per lo svizzero Stefan Kung, quarto un altro italiano, Gianni Moscon e solo quinto Peter Sagan. Se da un lato l'argento di Trentin sa di beffa, dall'altro l'Italia può esultare per aver riportato sul podio iridato un azzurro 11 anni dopo la doppietta oro-argento Ballan-Cunego ai mondiali 2008 di Varese.

 

"Stavo morendo di freddo - il commento a fine gara di Trentin - e' stata una corsa veramente dura. Ero venuto qui per vincere, ci sono andato vicino e mi girano per non essere riuscito a farlo. L'ultimo giro? Ero lì che pensavo solo alla volata e sono stato battuto anche se magari sulla carta ero il più veloce. Ma oggi Pedersen è stato il più bravo, niente da dire. Mi roderà per tutto l'anno quando lo vedrò con quella maglia. Questa sconfitta sarà dura da mandare giù ma domani da qualche parte il sole sorge lo stesso. Lo sport è questo". Il maltempo, che ha costretto anche gli organizzatori ad accorciare il percorso, ha mietuto vittime a volontà: Gilbert, Evenepoel, Quintana, Roglic e Valverde sono solo alcuni tra i nomi che non sono arrivati al traguardo. "Siamo stati bravi, avete visto una grande Italia, eravamo dappertutto - ha commentato Trentin -. Moscon poi è stato fenomenale", ed in effetti la squadra allestita dal commissario tecnico Davide Cassani è stata brava a far lavorare alla grande Colbrelli, Visconti e Bettiol, facendo partire Moscon prima e Trentin poi ai -30 km. Quando si è staccato dal gruppo di fuggitivi il grande favorito van der Poel ai -12, sembrava fatta, con il campione d'Europa sulla carta imbattibile per i due compagni Kung e Pedersen. Partito forse troppo presto ai -200 metri per lo sprint, Trentin si è letteralmente piantato sui pedali, lasciandosi sfilare da un incredulo Perdersen, che si è andato a prendere il Mondiale, il primo per la Danimarca. 

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