• Tokyo 2020, -1 anno: stadi e robot, Giappone vuole stupire

Tokyo 2020, -1 anno: stadi e robot, Giappone vuole stupire

Costo record non frena entusiasmo.Preoccupano caldo e biglietti

Gli scandali e il lievitare dei costi non hanno frenato l'entusiasmo e la voglia dei Giochi dei giapponesi. A un anno dall'inizio, Tokyo 2020 è già nei pensieri di tutti ed è scontato che ci si farà trovare pronti, senza impianti o villaggi vari terminati all'ultimo momento. Gli sponsor hanno fornito, a vario titolo, la cifra record di tre miliardi di dollari e ora bisogna darsi da fare affinché questa sia un'Olimpiade memorabile.

A preoccupare sono fattori come il caldo, che nello stesso periodo dei Giochi l'anno scorso nella capitale giapponese ha fatto centinaia di vittime, e le lamentele di chi non riesce ad avere i biglietti delle varie gare. Il problema è che la richiesta è di dieci volte superiore alla disponibilità, e nel primo sorteggio che c'è stato per assegnare i tanto desiderati tagliandi il 90% degli aspiranti possessori è andato deluso. Ad agosto ci sarà un'altra lotteria, e già si prevede che al mercato nero il costo dei biglietti schizzerà alle stelle. Per prevenire tutto ciò, il governo ha varato una legge, con pene severe, che vieta il bagarinaggio ma come in ogni edizione dei Giochi ci sarà sempre qualcuno che farà affari d'oro.


Tokyo 2020 sarà la seconda di tre Olimpiadi che, consecutivamente, si svolgeranno in Asia, dopo le Invernali di PyeongChang 2018 e prima di Pechino 2022, altra edizione 'bianca'. Il Giappone vuole primeggiare, stupendo i vicini ma anche chi arriverà da lontano, proponendo strutture all'avanguardia come quella che ospiterà la ginnastica o la stadio Nazionale (disegnato dall'archistar Kengo Kuma e ricostruito sulle ceneri di quello di Tokyo 1964), o che testimonino la rinascita come l'impianto per baseball e softball a Fukushima.

L'area, dopo il terremoto e disastro ambientale del 2011, è tornata sicura, sostengono a Tokyo, e quale occasione migliore di un'Olimpiade per dimostrarlo? Qualcuno continua ad avere dei dubbi, ma le forze politiche e imprenditoriali locali sostengono che sarà un'altra sfida vinta. Va detto anche che molti dei 43 siti olimpici, suddivisi nelle macro aree di "Bay Zone", vicino al porto, e "Heritage Zone", in centro, saranno temporanei o comunque 'riciclabili' per evitare il rischio di 'cattedrali nel deserto' come quelle di Rio 2016. E' stato calcolato che tutto ciò costerà una cifra pari a 20 miliardi di dollari, coperti al 70% con denaro pubblico, quindi dei contribuenti.
Essendo Giappone, paese che come 'prologo' ai Giochi ospiterà quest'anno i Mondiali di rugby (20 settembre-2 novembre), ci saranno anche i robot, che la Toyota ha già messo a punto e presentato nei giorni scorsi: pur non potendo parlare, 'aiuteranno' in alcuni compiti i volontari. E a proposito, i volontari, saranno vestiti da un'altra azienda nipponica, la Asics, che ha di recente 'svelato' le divise e curerà anche buona parte del merchandising.

Adesso non rimane che farsi trovare pronti anche dal punto di vista agonistico: il comitato olimpico giapponese ha fatto uno studio dove si prevede la conquista di 30 medaglie d'oro. Se così non sarà, ci saranno dimissioni ed esoneri di massa nelle varie federazioni: l'harakiri da queste parti non si usa più.

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