• Baldissoni: "Stadio della Roma è un diritto acquisito"

Baldissoni: "Stadio della Roma è un diritto acquisito"

Vicepresidente: "Pallotta determinato, Comune proceda con iter"

 "La Roma non è coinvolta nell'inchiesta e la Procura non chiederà di bloccare l'iter dello stadio". La precisazione che arriva dal procuratore aggiunto Paolo Ielo nel giorno dell'arresto del presidente del consiglio comunale capitolino, Marcello De Vito, ricalca quanto accaduto a giugno quando a finire in carcere fu il costruttore Luca Parnasi. Il processo amministrativo per costruire il nuovo stadio della Roma a Tor di Valle non ravvisa alterazioni e la società di Trigoria è estranea anche a questa nuova indagine. Per il presidente, James Pallotta, il problema è quindi uno solo, ma tutt'altro che secondario: ci sarà l'ennesimo slittamento temporale per ottenere il via libera definitivo? E in caso, il tycoon avrà ancora pazienza o mollerà tutto? A fare il punto della situazione in casa Roma è il vicepresidente, Mauro Baldissoni. "Non siamo preoccupati per un eventuale rallentamento della pratica perché non ne vediamo alcun motivo dal punto di vista giuridico" spiega il dirigente facendo riferimento alle dichiarazioni della Procura in cui per l'ennesima volta "spiega la nostra estraneità all'inchiesta".

"Dopo un anno e mezzo di conferenza dei servizi, pensare che possano esserci atti viziati è difficile e in effetti non si sono mai trovati, come sostenuto oggi dal pubblico ministero. La Conferenza dei Servizi è stata chiusa e approvata quindici mesi fa - ricorda a Sky Sport24 -. Sullo stadio della Roma, quindi, non possono esserci dubbi a livello amministrativo. Per questo, noi non abbiamo l'aspettativa ma abbiamo il diritto di vederlo realizzato nei tempi più rapidi possibili". E qui il discorso passa alle "responsabilità collettive di chi amministra" Roma che, evidenzia Baldissoni, "sono nei confronti dei proponenti e degli investitori che hanno acquisito i diritti sul progetto e vorrebbero vederlo realizzato. Un investimento straniero di oltre un miliardo deve essere una priorità per la città e per il Paese". Ecco perché Baldissoni sottolinea la necessità di procedere con la road map tracciata nelle riunioni negli uffici capitolini.

"A livello sostanziale abbiamo fatto un lavoro consistente assieme al Comune che ha dedicato molte energie per completare gli atti che mancano al fine di votare la variante urbanistica (attesa per fine maggio da Pallotta e soci, ndr). Negli ultimi giorni abbiamo appreso dal Comune che la finalizzazione delle documentazioni necessarie potrebbe esserci entro fine aprile. Per questo ci aspettiamo che il Comune mantenga questa linea di lavoro e di intervento". Insomma, nessuno stop, niente rallentamenti. Anche perché la pazienza di Pallotta potrebbe cominciare a scarseggiare. "Jim è un imprenditore e un investitore di successo, abituato a valutare pro e contro di ogni iniziativa - conclude Baldissoni -. Ogni tanto fa delle valutazioni che possono portarlo in qualche modo a dubitare della opportunità di dover attendere tanto e di dover affrontare tante difficoltà ma è determinato ad andare fino in fondo. Noi abbiamo la responsabilità di non far cambiare idea a lui e agli investitori".

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