Giochi, Nathan Chen e gli altri, tutte le cadute show

Disastro nel programma corto (cadute, mani a terra e altre tragedie a tema)

Sei salti quadrupli, la specialità di casa Chen, tutti in una sola esibizione fanno record, ma non bastano per salire sul podio. Lo show del pattinaggio declinato al maschile incorona il suo imperatore ai Giochi di PyeongChang ed è lo stesso di quattro anni fa a Sochi, Yuzuru Hanyu. Niente da fare invece per la star americana, Nathan Chen, arrivato in Corea proprio per togliere lo scettro al giapponese: e invece lo statunitense, causa il disastro compiuto nel programma corto (cadute, mani a terra e altre tragedie a tema) si è fermato al quinto posto.

Il miracolo non è andato oltre, ma partiva dal 17/o posto in cui era sprofondato dopo la prima esibizione. Sul ghiaccio della Ice Arena di Gangneung, lo statunitense annunciato tra i favoriti ha fatto di tutto, compresi sei salti quadrupli, mai nessuno li aveva infilati in una stessa competizione. Pagati tantissimo dai giudici: infatti il suo punteggio nel libero è il più alto di tutti, 215.08 che è da record. Resta lì nel salottino dei grandi a lungo, ma i big non sbagliano e il podio nonostante l'impresa fatta gli sfugge. Non al giapponese già campione olimpico, che apre il suo programma pulito con un quadruplo e l'arena si accende: per lui arriva uno storico bis perché bisogna tornare davvero indietro nel tempo per trovare qualcosa di analogo. Meglio fece solo lo svedese Gillis Grafstrom che vinse tre ori di fila dal 1920 al 1928, anche se il primo era all'interno dei Giochi estivi che includevano nel programma il pattinaggio su ghiaccio. L'americano Dick Button ne vinse due nel '48 e nel '52 e tutti e due invernali.

Insomma preistoria. Hanyu alla fine della sua esibizione si è inchinato ha raccolto gli orsetti Winnie the Pooh - la sua mascotte - piovuti ancora dagli spalti. Lacrime e smorfiette anche al kiss and cry prima del verdetto: oro bis i 206.17 nel libero lo tengono saldo al primo posto con 317.85 punti. Oro, e doppietta Giappone con l'argento di Shoma Uno, bronzo allo spagnolo Javier Fernandez. E pensare che a novembre un infortunio alla caviglia aveva tenuto fermo il re dei pattini: "Ringrazio tutti quelli che mi hanno sostenuto e aiutato a riprendermi - dice Hanyu - ho avuto diversi problemi e stare qui a festeggiare questa medaglia mi rende davvero felice". Ringrazia lo spagnolo, con cui si è allenato in Canada. A Pechino 2022 adesso non vuole pensare: "Devo recuperare bene la caviglia, certo mi piacerebbe inseguire il terzo oro" dice sorridendo. Per il diciottenne Chen la delusione era già stata digerita, nonostante per il Team Usa non c'era dubbio che lui avrebbe vinto il titolo olimpico. Sogno infranto sul ghiaccio duro, poi nel libero ha dato sfogo allo show: "Non avevo pressione, non avevo più nulla da perdere. Ho fatto il meglio che potevo - racconta Chen - dovevo recuperare punti. Ma non è bastato". Se quadrupli non sono uno scherzo, Chen ci riproverà al prossimo giro. Lo ha promesso.

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