Mano Henry e incubo Ucraina, torna stress spareggi

Italia da Buffon a Buffon: in passato veleni e perfino una guerra

Vent'anni di straordinaria carriera azzurra che vuole concludere in Russia col suo sesto mondiale.
    Ma per farlo Gigi Buffon, il portiere piu' acclamato della storia patria, deve passare per le forche caudine dello spareggio del 10 e 13 con la Svezia. Una via accidentata che la nazionale ha calcato con fatica e successo nel 1997 col doppio scontro con la Russia, 1-1 a Mosca e 1-0 a Napoli e l'esordio del diciannovenne Buffon nella tormenta che imperversava sullo stadio della Dinamo. Niente emozione, una parata decisiva su Alenichev, l'1-1 subito col fuoco amico dell'autogol di Cannavaro, dopo il vantaggio di Vieri. Poi festa a Napoli al ritorno col gol di Casiraghi.
    Dopo 20 anni l'Italia di Ventura deve passare di nuovo per i playoff e ripetere l' 'impresa' della squadra di Maldini cercando di dribblare le insidie dello spareggio. La Svezia sembra meno competitiva della squadra che quattro anni fa ha perso col Portogallo nella spettacolare sfida che Ronaldo ha vinto su Ibrahimovic: 1-0 e 3-2 i risultati, con i due formidabili attaccanti autori di tutti i gol.
    C'e' chi si esalta nelle eliminazioni dirette, che le patisce clamorosamente come l'Ucraina. Per Sheva e compagni per quattro volte e' una via crucis, visto che sono estromessi nel 1997 dalla Croazia, nel 2001 dalla Germania e , per il rotto della cuffia, nel 2009 dalla Grecia vincitrice a Donetsk e nel 2013 dalla Francia, nonostante il vantaggio di due gol nell'andata. Una maledizione ciclica che lascia l'amaro in bocca, qualcosa in meno delle polemiche feroci e giustificate che contrassegnano nel 2009 l'epilogo della sfida tra l'Irlanda di Trapattoni e Tardelli e la Francia. I transalpini si impongono all'andata con un fortunoso gol di Anelka, poi nel ritorno a St. Denis superba prova degli irlandesi che passano con Keane, sfiorano il raddoppio, poi nei supplementari avviene il fattaccio: segna Gallas dopo un evidente doppio fallo di mano di Henry che tutto il mondo vede, salvo l'arbitro svedese Hansson. Polemiche e veleni senza sbocco, ma la strada della Francia e' sempre in salita: nel 2013 perde in Ucraina 2-0 e sembra fuori, ma nel ritorno un'autorete di Gusev spiana la strada ai padroni di casa che vincono 3-0 contro avversari in dieci.
    In altre occasioni gli spareggi si risolvano in goleada, come nel 1997 le vittorie della Jugoslavia sull'Ungheria: 7-1 e 5-0 con Mijatovic autore di sette reti. Ma molte altre situazioni presentano curiosita' e polemiche. Nel 1954 Spagna e Turchia finiscono 2-2 lo spareggio nel campo neutro di Roma e un bambino di 13 anni fa felice al sorteggio i turchi. Vent'anni dopo la questione e' squisitamente politica e ricorda la finale di Coppa Davis: Urss e Cile fanno 0-0 a Mosca, poi i sovietici si rifiutano di giocare nello stadio nazionale di Santiago, che nel golpe ha funzionato da lager. La Fifa se ne lava le mani, i cileni cominciano la partita da soli e dopo il primo gol senza avversari ottengono una spettrale qualificazione. Qualche problema anche negli spareggi del 2005: la Spagna travolge la Slovacchia 5-1 con tripletta di Torres, ma gli avversari sono infuriati con l'arbitraggio, a loro dire a senso unico, dell'italiano De Santis (poi coinvolto in calciopoli) per un rigore generoso e un'espulsione sul 2-1. Di altro tenore gli incidenti a Istanbul dopo il 2-0 dell'andata per la Svizzera con inno turco fischiato. Polemiche e ripicche con 4-2 finale per la Turchia che qualifica gli ospiti: risse in campo e negli spogliatoi con un giocatore svizzero che finisce in ospedale. La Fifa dell'elvetico Blatter squalifica per sei turni il campo. Ancora peggio succede fuori dall'Europa: nel 1970 lo spareggio tra Honduras e El Salvador (vinto da questi ultimi dopo incidenti, morti, lapidazioni e raffiche di mitra, con 'bella' a Citta' del Messico), provoca la guerra tra due paesi poveri che dura poco ma genera migliaia di morti. Grande tensione anche nel 2010 per lo spareggio Egitto-Algeria dopo gli incidenti al Cairo con giocatori e tifosi feriti, in una sorta di guerra diplomatica tra i due paesi. A Khartoum 15 mila poliziotti presidiano lo stadio, la partita fila liscia e vince l'Algeria, sfuma il concreto pericolo di un bagno di sangue.

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