Morte Dall'Aglio: oggi il funerale del nuotatore

Atleta morto per arresto cardiocircolatorio

È stata allestita ieri pomeriggio la camera ardente di Mattia Dall'Aglio, il nuotatore di Montecchio, Reggio Emilia, morto domenica scorsa in una sala adibita a palestra nella struttura, a Modena, dove si trova la piscina dei vigili del fuoco. La camera ardente si trova alla Casa Funeraria 'Reverberi' di Reggio Emilia, in via Terezin 17, dove, oggi alle 9 e 45 è stata fissata la partenza per il funerale del 24enne, che si svolgerà nella chiesa parrocchiale di Sant'Anselmo di Lucca in via Martiri di Cervarolo 49 (sempre a Reggio Emilia). Successivamente la salma sarà portata al cimitero di San Maurizio La causa della morte del campione di nuoto nel giro delle nazionali deve ancora essere chiarita completamente. L'autopsia che si è svolta giovedì alla medicina legale del Policlinico ha stabilito che il giovane è deceduto per arresto cardiocircolatorio, ma per capire con esattezza che cosa sia avvenuto, il cuore del 24enne è stato inviato ad un centro specializzato di Padova, che dovrà fornire ulteriori risposte. Per la morte di Dall'Aglio sono due gli indagati, con ipotesi di reato di omicidio colposo: il presidente dell'associazione 'Amici del nuoto', che gestisce la struttura dove il 24enne è deceduto, ed un tecnico sempre della stessa associazione. La procura sta intanto indagando per verificare se la camera adibita a palestra sia in regola con le norme previste e se la presenza di una figura qualificata accanto a Dall'Aglio, che si stava allenando da solo, avrebbe potuto evitare il peggio.

Mattia Dall'Aglio morto per arresto cardiocircolatorio - La morte del nuotatore Mattia Dall'Aglio è avvenuta per arresto cardiocircolatorio. Ma saranno necessari ulteriori accertamenti, per questo il cuore del 24enne è stato inviato a un centro specializzato di Padova, da dove, presumibilmente, arriveranno risposte più approfondite sulla dinamica dell'accaduto. Ha 'detto' principalmente questo l'autopsia svolta oggi alla medicina legale del Policlinico di Modena, coordinata dal professor Enrico Silingardi, sulla salma dello sportivo originario di Montecchio (Reggio Emilia). Gli esami, cominciati verso le 12.30 e proseguiti per due ore, non sono riusciti a chiarire con esattezza l'orario del decesso, avvenuto domenica in una sala adibita a palestra in strada Formigina a Modena, nella struttura dove si trova anche la piscina dei vigili del fuoco. La procura di Modena indaga per omicidio colposo e per il momento ha iscritto nel registro degli indagati due persone: il presidente dell'associazione 'Amici del nuoto' ed un tecnico, un allenatore, che fa parte dell'associazione. Come spiegato nei giorni scorsi dal procuratore capo di Modena Lucia Musti, l'iscrizione, con il fascicolo in mano al pm Katia Marino, non si è resa necessaria soltanto per permettere l'autopsia, ma anche per chiarire se quella stanza con gli strumenti per allenarsi sia in regola con le norme previste. Da quello che trapela, difatti, pare che Dall'Aglio fosse da solo all'interno di un locale che viene utilizzato soltanto da alcuni sportivi dopo che si è ottenuta la chiave custodita da un bar sempre adiacente alla piscina. Proprio la stanza adibita a palestra è stata posta sotto sequestro dagli uomini della squadra Mobile della polizia di Stato modenese, del vice questore aggiunto Marcello Castello. Sono stati prelevati, inoltre, documenti (tra questi pare autorizzazioni concesse all'associazione 'Amici del nuoto') e i video del sistema interno di sorveglianza, dove Dall'Aglio risulterebbe ripreso mentre si allena e fa stretching. Uno dei quesiti principali che ruotano attorno al decesso del nuotatore, nel giro della nazionale e partecipante alle Universiadi in Corea del 2015, sta proprio sul fatto se potesse o meno trovarsi da solo in quella stanza, senza un istruttore o un allenatore. La presenza di una figura qualificata era forse dovuta e avrebbe potuto evitare il peggio? Secondo le risultanze degli accertamenti svolti dagli inquirenti, Dall'Aglio sarebbe entrato nella stanza con gli strumenti intorno alle 14.30 mentre il ritrovamento del corpo, pare ad opera di un vigile del fuoco, sarebbe avvenuto verso le 17. All'autopsia hanno preso parte anche tre consulenti: Eleonora Tore, nominata dalla procura, il dottor Sabino Pelosi (incaricato dall'avvocato dei due indagati, il modenese Giulio Garuti) e quello dei parenti del 24enne. Non risulta che Dall'Aglio soffrisse di patologie, come l'autopsia dimostra, il che rende ancora più inspiegabile la morte di uno sportivo in salute, monitorato proprio per la sua attività professionistica. Anche per questo si è deciso di inviare l'organo a Padova, da dove, più avanti, potrebbero arrivare risposte determinanti.
   

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