• Morto Muhammad Alì, la leggenda oltre il pugilato. Da Cassius Clay a icona del diritti civili - FOTO

Morto Muhammad Alì, la leggenda oltre il pugilato. Da Cassius Clay a icona del diritti civili - FOTO

Addio interreligioso venerdì per 'The Greatest', la leggenda della boxe morta a 74 anni il 3 giugno. A Bill Clinton l'elogio funebre. Presenti Erdogan e re Giordania

"Muhammad Ali Way": New York ha dedicato una via al mito del pugilato scomparso in questi giorni. E' la 33/ma strada di Manhattan, nella West Side, a due passi dal Madison Square Garden dove l'8 marzo del 1971 e il 28 gennaio 1974 si svolsero due dei leggendari match del secolo tra Ali e Joe Frazier.

L'attore Will Smith e l'ex campione del mondo di pesi massimi Lennox Lewis: saranno loro a portare la bara di Muhammad Ali al funerale che si terra' venerdi' nella sua citta' natale di Louisville, in Kentucky. Il britannico Lewis, 50 anni, è diventato campione del mondo indiscusso nel 1999 mentre Smith nel 2001 ha interpretato sul grande schermo il tre volte campione del mondo di pesi massimi, deceduto venerdi' 3 giugno in un ospedale di Phoenix, in Arizona, a 74 anni, di cui oltre 30 vissuti con il morbo di Parkinson.

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Barack Obama, contrariamente a quanto detto in precedenza, non parteciperà ai funerali della leggenda della boxe Muhammad Alì perché coincide con la cerimonia del diploma della sua primogenita, Malia. Uno dei consiglieri della Casa Bianca, Valerie Jarrett, leggerà "un messaggio di Obama e della first lady Michelle durante il servizio funebre a Louisville". L'elogio funebre è stato affidato all'ex presidente Bill Clinton.


LA LEGGENDA DEL PUGILATO IN FOTO

A rendere omaggio a 'The Champ' sono stati invece confermati l'ex presidente Bill Clinton, che pronuncerà anche l'elogio funebre, il presidente della Turchia Recep Tayyip Erdogan e il re Abdullah II di Giordania, nonché l'attore Billy Crystal, amico di vecchia data di Ali'.




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E' stato invitato anche il Dalai Lama, tuttavia la massima autorità' buddista ha fatto sapere con dispiacere che non potrà essere presente. In realtà le cerimonie funebri per Ali saranno due. Oltre a quella di venerdì, infatti, ci sarà una funzione con rito musulmano, lo 'Jenazah': si terra' giovedì alle 12 alla Freedom Hall, l'arena dove il pugile nel 1961 ha combattuto l'ultima volta a Louisville.

Entrambe le cerimonie saranno aperte al pubblico, ed in totale saranno distribuiti 35mila biglietti. Le cerimonie, inoltre, saranno trasmesse in diretta streaming. "Ali' ha parlato di 'apertura' per tutta la sua vita - ha detto il portavoce della famiglia Bob Gunnell - vogliamo che queste (le cerimonie, ndr) siano aperte a tutti".



La commemorazione di venerdì sarà invece una cerimonia interreligiosa. A presiedere sarà l'imam californiano Zaid Shakir ma ci sarà anche l'intervento di un ministro di culto protestante, di un rabbino e di un pastore mormore.

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Sempre secondo Gunnell, venerdì mattina, prima dell'evento al Kfc! Yum Center, la famiglia si riunirà in preghiera presso la cappella funeraria dove si trova il corpo di Ali, poi inizierà una lunga processione con il feretro che passera' per le vie principali di Louisville e toccherà alcuni luoghi simbolo, come la casa a Grand Avenue dove il pugile trascorse la sua infanzia. La processione terminerà' a Cave Hill, il cimitero che custodirà le spoglie di Ali' e dove si terra' una cerimonia strettamente privata e di tipo islamico.



Secondo l'imam Wasif Iqbal, del centro islamico di Louisville, le sepolture islamiche sono spesso semplici e comprendono il lavaggio del corpo, l'avvolgimento in un telo bianco senza bara con il defunto rivolto verso la Mecca.

 

Nino Benvenuti e Fiona May saranno gli 'ambasciatori' di Roma olimpica e dello sport italiano ai funerali di Muhammad Ali, in programma venerdi' a Louisville. La presenza alle esequie di Ali del campione olimpico di Roma '60, Nino Benvenuti, e della responsabile delle relazioni con gli atleti del comitato Roma 2024 e membro di giunta Coni, Fiona May, e' stata ora ufficializzata dal Coni.

La decisione è del presidente del comitato olimpico italiano, Giovanni Malagò, che "ha ritenuto doveroso che lo sport italiano fosse presente in occasione dell'ultimo saluto all'indimenticato campione americano, medaglia d'oro a Roma 1960, morto venerdì scorso". "La scelta di Benvenuti e May - sottolinea il Coni - è altamente simbolica sia per quanto entrambi hanno rappresentato nella loro carriera da atleti sia per gli importanti valori olimpici che continuano a trasmettere ad intere generazioni di sportivi". Nino Benvenuti e Fiona May si sono dichiarati "onorati e orgogliosi" di questa decisione di Malagò.

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