Conte: "In azzurro mi è sembrato passo del gambero"

Il Ct spiega addio: quattro mesi fermo, mi sentivo in un garage

"Quando dopo le qualificazioni europee ho visto che sarebbero passati altri quattro mesi prima di tornare ad allenare, ho capito che non avrei accettato altri due anni come chiuso dentro a un garage": cosi' Antonio Conte ha spiegato la sua scelta di non rinnovare con la nazionale dopo gli Europei, aggiungendo la delusione per la poca considerazione che i club hanno verso la nazionale: "Dopo il fallimento Mondiale eravamo partiti con tanti bei propositi ma poi si e' fatto come i gamberi..."

"Fare il ct è come essere un'incudine tra tanti martelli, bisogna farsene una ragione: lo aveva capito Prandelli, lo capirà chi verrà dopo di me", ha aggiunto Conte, parlando dal ritiro azzurro di Coverciano per la prima volta dopo aver annunciato al presidente federale Tavecchio la sua intenzione di lasciare la panchina dell'Italia dopo Euro 2016. A chi gli chiedeva se la sua non fosse una battaglia persa con la Lega di serie A, il ct ha replicato: "Dispiace che in questi due anni si sia pensato che quello di cui si parlava era contro o pro Antonio Conte e non per la nazionale, e invece non c'era proprio nulla di personale. Io conservo ancora una piccola speranza che possa cambiare la data di inizio del ritiro per gli Europei", ha aggiunto accennando al problema della sovrapposizione con la finale di Coppa Italia.
    Ma la scelta di lasciare l'azzurro per il Chelsea ("non e' una parola tabù", ha aggiunto senza ufficializzare il passaggio al club inglese) e' stata determinata soprattutto dalla voglia di lavorare ogni giorno sul campo. "Ho ascoltato il mio cuore e ho detto al presidente Tavecchio che non saro più il ct nel prossimo biennio: quando si e' in un garage non si sente il profumo dell'erba". 
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA