• Vergogna all'Olimpico, Lazio rischio 2 turni stadio chiuso

Vergogna all'Olimpico, Lazio rischio 2 turni stadio chiuso

'Buu' a Koulibaly dopo quelli a Niang; Nicchi-Sarri: Bravo Irrati

A distanza di un anno dai 'buu' a Niang ed Edenilson in Lazio-Genoa del 10 febbraio scorso, i tifosi della Lazio cadono di nuovo nel razzismo. Stavolta la vittima è il difensore del Napoli, Kalidou Koulibaly, che a metà secondo tempo perde la pazienza agli ennesimi cori beceri rivolti nei suoi confronti per il suo colore della pelle, fa un gesto di disappunto verso la Curva Nord laziale e richiama l'attenzione verso l'arbitro. Il resto lo fa proprio Irrati di Pistoia, che richiama le due squadre a centrocampo e sospende il match per circa 4' per consentire allo speaker di annunciare al pubblico il rischio di squalifica del campo e di sconfitta a tavolino in caso di nuovi episodi.

"Dobbiamo fare i complimenti a Irrati", l'elogio di Maurizio Sarri a fine partita, "la situazione - le sue parole a Mediaset - stava diventando imbarazzante. Eravamo tutti dispiaciuti per Koulibaly. Penso comunque che lui sia sereno, perché è molto intelligente ed equilibrato ed è aiutato anche dai compagni". Anche se i cori erano "ingiustificabili", dice il parere del tecnico della Lazio, Stefano Pioli, "fossi stato al posto dell'arbitro non avrei fermato la partita. Questi cori - spiega a 'Premium' - non vanno fatti e non sono giustificabili ma anche noi abbiamo giocatori di colore e vengono rispettati.


Facendo così si dà importanza a una minoranza, io avrei fatto proseguire il gioco". "Bravo Irrati, ha gestito bene Lazio-Napoli sul piano tecnico e ha fatto una scelta importante sul piano culturale, nel sospendere la partita per quello che stava accadendo sugli spalti", il parere del presidente dell'Aia, Marcello Nicchi.

Ora la Lazio rischia una pesante decisione, proprio a causa di quella recidiva di un anno fa. Quando, in base all'articolo 14 del Codice di giustizia sportiva della Figc, dove al comma 2 spiega che "qualora la società sia stata già diffidata, ovvero in caso di fatti particolarmente gravi", viene inflitta una sanzione aggiuntiva (articolo 18), dall'obbligo "di disputare una o più gare a porte chiuse" alla disputa "di una o più gare con uno o più settori privi di spettatori" fino alla "squalifica del campo per una o più giornate di gara o a tempo determinato, fino a due anni". Inoltre, si spiega che "qualora la società sia stata sanzionata più volte, la squalifica del campo, congiunta all'ammenda, non può essere inferiore a due giornate". La decisione spetta ora al giudice sportivo, che si regolerà in base ai referti dei delegati della procura federale presenti a bordo campo.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA