• Formula 1: l'Alfa Romeo torna in pista accanto alla Ferrari

Formula 1: l'Alfa Romeo torna in pista accanto alla Ferrari

L'Ad di Fca Marchionne, "Ci stiamo pensando". Via libera della Borsa di Milano alla quotazione delle Rosse a partire dal 4 gennaio

Marchionne:con Ferrari sfido Mercedes e rilancio l'Alfa - Sergio Marchionne non lancia solo la sfida della Ferrari alla Mercedes ("l'ovvio obiettivo è agguantarla e vincere il mondiale") ma fa un annuncio choc, chiacchierando con qualche cronista, a margine della cerimonia di scambio di auguri con i giornalisti di Formula 1: "Stiamo pensando a far tornare l'Alfa Romeo in Formula 1. Penso che in un paio d'anni ce la possiamo fare". "Sono 30 anni che il Biscione manca dalla F1 - spiega fuori dall'ufficialità della conferenza stampa precedente il presidente del Gruppo Fca, in cui gravita il Biscione - eppure è incredibile come resti nel cuore della gente. Vogliamo rilanciare una storia gloriosa. Sarà un competitore in più". Del resto il presidente Ferrari in conferenza stampa era stato chiaro: "Al di là dei problemi che sta vivendo, è da tempo che spingo perché Volkswagen entri nel Circus, lo stesso faccio con General Motors. La F1 è il luogo giusto per la competizione tra chi i motori li fa. Sarebbe bene per noi, per lo sport, per il pubblico, per tutti". L'ipotesi Alfa Romeo è da sogno, e fa sponda a una serie di considerazioni che Marchionne e il Team Principal, Maurizio Arrivabene, hanno fatto in veste ufficiale. "Tornare al passato, alla F1 di una volta, è impossibile. Sarebbe come rinunciare ai telefoni cellulari, provate voi a tornare al telefono a rotella. Ma bisogna che si torni a una F1 in cui competono i costruttori, su basi tecniche che si riverberino sulla produzione". E qui c'è l'attacco alla gestione di Bernie Ecclestone: "E' un amico, un personaggio straordinario. Ma non può esistere che ci venga imposto di fare a spese nostre un motore per chi non ha i mezzi di farlo, perché è una violazione del diritto commerciale". Per questo la Ferrari ha posto il diritto di veto: "Non ha nemmeno senso una soluzione in cui si ha un motore uguale. Se vogliono trasformare la F1 in Nascar possono fare a meno di noi. C'è chi ipotizza che dare i motori alla Red Bull sarebbe un'alleanza per battere la Mercedes. A me vincere con la Red Bull non interessa. Mi piace vincere con la Ferrari". Pronti a lasciare la F1, nel caso? "E' un'ipotesi possibile, ma molto improbabile. Se vogliono la Nascar ce ne andiamo. Ma non credo che vogliano una F1 senza la Ferrari". E ora a Maranello la parola d'ordine è di vivere nel terrore, un "terrore positivo": "Non ha senso fare i conti a dicembre, dire quanto siamo bravi a gennaio. Bisogna vivere nella paura fino alla prima gara, in Australia si capirà se abbiamo raggiunto o no la Mercedes. Con tutto il rispetto per gli altri, loro sono il nostro terrore. Ho una loro foto, in ufficio. Comunque preciso: li rispetto, ma non ho paura di incontrarli". Un anno fa disse che le regole della F1 sembravano scritte da quattro ubriachi al bar. Quest'anno ride: "Forse ora si beve meno perché le regole ormai sono quelle, ma resta il fatto che sono le eccessive rigidità a far calare l'interesse sul Circus". Marchionne non parla di rottamazione, parola evocata dai cronisti, anche se "in Ferrari, Mercedes, Renault siamo abituati a concetti del genere. Penso che la F1 debba comunque studiare nuove forme di spettacolo. E Ecclestone deve cominciare a pensare creare le condizioni per un ricambio". Una strada sembra dettata dall'accordo di Parigi contro il riscaldamento globale del pianeta. "Io sono contrario all'auto elettrica totale, la doppia motorizzazione però penso sia l'unica soluzione per ridurre le emissioni. Anche per questo è bene che ci sia la sfida tra produttori. Su questo l'Honda, solitamente silente, è stata molto chiara. Bisogna spingere in questa direzione, se si vuole un ritorno sulla produzione". Per il futuro, bene la scelta di confermare Sebastian Vettel e Kimi Raikkonen. Del finlandese Marchionne dice che il suo mondiale è stato un film a due tempi, "e nel secondo è stato eccezionale". E di Vettel che pensa? Ecco la stoccata all'ex di lusso: "Dopo cinque anni a Maranello, Fernando Alonso è andato via meno ferrarista di quanto lo fosse Sebastian quando è entrato. Mi ha colpito molto il suo discorso in italiano sabato scorso a Maranello. Vettel è ogni giorno sempre di più ferrarista". Della scorsa stagione restano le tre vittorie, i 13 podi: "Accanto alla foto della Mercedes ho quella della partenza del Gp d'Ungheria. Quello è stato il momento più euforizzante. Così in F1 mi diverto davvero"

 

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