Gol e numeri record, Del Piero cuore Juve

In carriera 830 gare e 346 reti. In bianconero 289 volte a segno

Cuore juventino. Alessandro Del Piero ha dedicato 19 anni della sua vita alla causa bianconera, giocando 705 partite e segnando 289 gol. Una carriera all' insegna dei successi per il campione di San Vendemiano, che domani compie 40 anni e oggi milita nel Delhi Dynamos, in India, dopo aver giocato gli ultimi due anni nel Sydney in Australia. Del Piero ha scelto di non vestire nessun altra maglia italiana dopo il suo divorzio, peraltro non del tutto indolore, nel 2012, dalla Juventus, di cui è stato capitano dal 2001 al 2012, con la quale ha vinto tutto quel che poteva: 7 scudetti (ma 2 revocati per calciopoli), 1 Champions, 1 Coppa Intercontinentale, 4 Supercoppe italiana e 1 europea, 1 Coppa Italia. Insomma, nessuno come lui. In carriera ha segnato finora 346 gol (fra Juve, Nazionale, Padova, Sydney e Delhi) in 830 partite.

Alla Juve arrivò a 19 anni, lo volle Giampiero Boniperti, che lo ha sempre protetto e coccolato. L'avvocato Agnelli coniò per lui l'appellativo di Pinturicchio. Il ragazzino veneto a Torino era uno di famiglia e non ha tradito le attese, diventando il simbolo della Juventus e dei suoi successi. Grande giocatore, goleador e uomo assist, Alex ha anche 'inventato' il cosiddetto gol alla Del Piero, come è stato definito il suo tiro a parabola verso l'incrocio dei pali piu' lontano, che lo ha mandato in rete tantissime volte. E' stato talmente legato ai colori juventini che quando il club fu spedito in serie B per i fatti di calciopoli, Del Piero non partecipò al fuggi fuggi, anzi la sua decisione di restare fra i cadetti trattenne a Torino qualche dubbioso. Guidò la Juve al ritorno in A nel 2007 e fu capocannoniere con 20 reti, bissando il successo l'anno dopo nella massima serie con 21 gol. In azzurro Alex ha giocato 91 volte, segnando 27 gol. Nel 2006 fu protagonista ai Mondiali di Berlino, suo il gol del 2-0 ai tedeschi in semifinale, che fece calare il gelo nello stadio di Dortmund ammutolito per quella rete che condannava i padroni di casa. Sul più bello della carriera, nel 1998, a Udine, si ruppe il ginocchio sinistro. Altri si sarebbero arresi. Lui rimase fermo quasi un anno, ma poi riprese a giocare. Oggi, a 40 anni, al più vincente bianconero di sempre resta il cruccio del divorzio dal club che lo ingaggiò nel lontano 1993, e doloroso è il paragone con Totti, suo quasi coetaneo, trattenuto invece a oltranza dalla sua Roma.
   

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