Scuola, gli ITS in pillole

Dati sugli Istituti Tecnici Superiori, che ogni anno sfornano super-diplomati che trovano lavoro in tempi brevi. Lo segnala Skuola.net

Redazione ANSA

Durante la IV Conferenza dei Servizi 'Gli Istituti Tecnici Superiori per lo sviluppo del Paese', sono stati presentati gli esiti del monitoraggio e della valutazione dei percorsi ITS, gli Istituti Tecnici Superiori: ciò che è emerso è che ben l'80% dei diplomati trova lavoro in 12 mesi. Gli ITS sono percorsi formativi alternativi all'università che immettono sul mondo del lavoro diplomati altamente qualificati in settori particolarmente produttivi per l'economia italiana. La IV Conferenza dei Servizi è stata promossa dal Ministero dell’Istruzione e organizzata dall’Indire, in collaborazione con la Commissione IX della Conferenza delle Regioni. Lo segnala Skuola.net.(http://www.skuola.net/istituti-tecnici-superiori/its-diplomati-lavoro.html

SUPER-DIPLOMATI TUTTI OCCUPATI - I dati riguardano i 63 percorsi conclusi da almeno un anno al dicembre 2014 e portati a termine nel corso del triennio 2010-2013. Su 1.512 studenti censiti, i diplomati sono 1.098 (72,6%), di cui 761 (69,3%) risultano essere occupati dopo 6 mesi (650 in coerenza con il percorso svolto), con una quota che sale a 860 a 12 mesi di distanza (78,3%). Il 76% dei frequentanti è di genere maschile, con una percentuale di abbandono del 22,3%. Il 96% dei frequentanti è diplomato e il 4% è laureato. La percentuale maggiore di donne partecipanti è nella fascia di età superiore ai 30 anni mentre per gli uomini si trova nella fascia di età compresa tra i 20 e i 24 anni. Le aziende che hanno ospitato i corsisti in attività di stage sono 1055. Il 65,3% dei docenti proviene dal mondo del lavoro, tra imprese (71%) e liberi professionisti (29%). Le unità formative progettate sono 1.543; di queste, 23 sono svolte all’estero (1,5%) e 199 sono svolte in lingua estera.

GLI ITS IN PILLOLE - In Italia attualmente gli ITS sono 75, con 349 percorsi attivati e 7.838 studenti, di cui il 25,2% di sesso femminile. Le aree in cui operano questi ITS sono diversificate, ma tutte contraddistinte dall'altissimo livello tecnico e tecnologico. Il numero più elevato di ITS (30, pari al 40%) appartiene all’area tecnologica Nuove Tecnologie per il made in Italy, in prevalenza nell’ambito del sistema agro-alimentare (12) e del sistema della meccanica (11). Seguono gli ITS dell’area tecnologica Mobilità sostenibile (13), Efficienza energetica (11), Tecnologie innovative per i beni e le attività culturali - Turismo (10), Tecnologie della informazione e della comunicazione (6) e Nuove Tecnologie della vita (5). Il numero più alto di Fondazioni ITS è presente in Lombardia (16), seguita da Lazio ed Emilia-Romagna (ciascuna con 7 ITS) e dal Veneto (6).

ITS RUOLO STRATEGICO PER FAR RIPARTIRE L'ITALIA - Secondo il Sottosegretario all'Istruzione, Gabriele Toccafondi, "Gli Istituti Tecnici Superiori hanno un ruolo strategico per la crescita socio-economica del Paese". Questi percorsi altamente specializzati, infatti, "possono contribuire ad invertire la tendenza negativa dell’occupazione giovanile poiché nascono come scuole speciali di tecnologia". Il Presidente di Indire, Giovanni Biondi, ha aggiunto: "Gli Istituti Tecnici Superiori nascono per rispondere a precise esigenze del mondo produttivo italiano". "È un tipo di formazione tagliata su misura delle esigenze degli studenti e del mercato del lavoro e infatti circa l’80% degli studenti è assunto entro un anno dalla fine del percorso formativo" ha concluso Biondi.

INCENTIVI AI VIRTUOSI - Una quota dei contributi statali destinati agli ITS, pari al 10%, verrà assegnata grazie a un criterio di merito che mette al centro, fra l’altro, il numero di diplomati, il loro esito nel mondo del lavoro, la qualità della didattica e degli stage effettuati. Il contributo servirà per rafforzare i percorsi attivati. Con La Buona Scuola il Governo, già dal 2016, intende portare dal 10 al 30% la percentuale di risorse assegnate su base premiale alle singoli fondazioni, tenendo conto del numero dei diplomati e del tasso di occupabilità a 12 mesi raggiunti in relazione ai percorsi attivati.

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