Decreto terremoto che fine ha fatto?

Il provvedimento varato dal Consiglio dei ministri e pubblicato in Gazzetta il 24 ottobre è in esame in commissione Ambiente alla Camera

Redazione ANSA

Il 30 ottobre scorso a Norcia i cittadini umbri e le autorità hanno ricordato il terremoto che tre anni fa ha colpito la Valnerina.

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Ma a che punto è il provvedimento che - anche nelle intenzioni dichiarate dal governo - dovrebbe servire a promuovere la ricostruzione nelle terre colpite dal sisma?

Il 22 ottobre scorso il Consiglio dei ministri ha emanato il provvedimento che è stato pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 24 ottobre e ora è in Parlamento per la conversione che va fatta entro due mesi.

Il testo è stato incardinato in Commissione Ambiente a Montecitorio e la discussione generale è stata avviata il 29 ottobre scorso e proseguirà anche la prossima settimana. Nel dibattito la relatrice, Patrizia Terzoni (M5s) ha sottolineato la sua intenzione di "guardare con favore a tutti quegli emendamenti che intendono ampliare il contenuto" del testo "al fine di ricomprendervi misure a favore dei territori di L'Aquila, Molise, Campania, Sicilia ed Emilia Romagna".

Il sottosegretario ai Rapporti con il Parlamento Gianluca Castaldi è intervenuto è ha auspicato la "massima collaborazione di tutti i gruppi su un provvedimento di forte interesse per il Paese".

Il testo dispone la proroga fino al 31 dicembre 2020 dello stato d'emergenza dichiarato in conseguenza del sisma che ha colpito i territori delle regioni Lazio, Marche, Umbria e Abruzzo

Vengono previste, inoltre modifiche sia alla disciplina della ricostruzione privata, con la previsione di una maggiorazione dei contributi per gli interventi relativi a murature portanti di elevato spessore e di bassa capacità strutturale, che a quella della ricostruzione pubblica dando priorità alla ricostruzione di edifici scolastici

Il testo prevede una procedura semplificata per la concessione del contributo per gli interventi di riparazione, ripristino e ricostruzione degli immobili privati che rientrino nei limiti di importo definiti con ordinanze commissariali e sui quali vengono fatti controlli a campione. 

Nel provvedimento viene inoltre estesa anche al territorio dei comuni colpiti dal sisma la misura cosiddetta 'Resto al Sud', che agevola i giovani tra i 18 e i 35 anni che vogliano aprire una impresa.

Sono infine previste misure e interventi finanziari a favore delle imprese agricole che si trovano nei comuni del cratere.

Dopo l'approvazione della Camera il testo dovrà passare al Senato e tornare in terza lettura a Montecitorio se saranno state apportate delle modifiche. Il tutto entro Natale visto che il decreto scade il 24 dicembre.

 

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