• Liceo Classico in lutto: tutti in nero per Greco esterno alla Maturità

Liceo Classico in lutto: tutti in nero per Greco esterno alla Maturità

Le foto sui social

Redazione ANSA

Dopo l’uscita delle materie della maturità 2018, gli studenti del liceo classico sono ufficialmente in lutto. Greco in seconda prova e, per giunta, assegnata al commissario esterno: un destino crudele, il loro. La notizia ha letteralmente gettato nello sconforto tanti maturandi ‘classici’, che tuttavia hanno scelto di riderci su. Così, il giorno successivo l’annuncio del Miur, intere classi si sono presentate in look total black. E ovviamente hanno postato le foto sui social network di questo particolare flash mob, scovate da Skuola.net. Una protesta silenziosa che, purtroppo per loro, non cambierà le cose.

Lo sfogo del Classico: 6 maturandi su 10 scontenti
Normale, dunque, lo sconforto che in questi giorni serpeggia nei corridoi dei licei classici. Specialmente tra chi vorrà arrivare al diploma con il massimo dei voti. Perché i prossimi mesi, per loro, saranno sicuramente impegnativi. Lo dicono i risultati del sondaggio che Skuola.net. Il il 60% dei maturandi del classico si è detto pessimista sull’esito dell’esame. Ma non è il Greco in sé stesso a spaventare: ‘solo’ il 47% l’avrebbe voluto assolutamente evitare. Piuttosto è il commissario che se ne occuperà: il 67% teme che il professore esterno in seconda prova possa davvero far male. Come dargli torto.

Greco esterno: combinazione nefasta, prima volta nel nuovo esame
E' la prima volta che accade da quando c’è il nuovo esame di Stato. Dal 1999 ad oggi, il Greco come materia di seconda prova è uscita ben nove volte. Ma il compito è sempre stato corretto dal professore che aveva seguito i ragazzi durante l’anno. Nonostante la cosiddetta regola dell’alternanza, adottata spesso e volentieri dal Ministero, avrebbe dovuto portare prima o poi all’accoppiata ‘versione di greco – commissario esterno al secondo scritto’. Ma come è potuto accadere? Semplice: dal 2002 al 2006 la maturità si è svolta con le commissioni composte esclusivamente da docenti interni. Cinque anni che sono bastati per far ripartire il calcolo delle probabilità e ‘salvare’ gli studenti.

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