• Quirinale, Napolitano si è dimesso. A palazzo Giustiniani: "Vedrò se posso votare sulla legge elettorale"

Quirinale, Napolitano si è dimesso. A palazzo Giustiniani: "Vedrò se posso votare sulla legge elettorale"

Renzi accelera: 'Per fine mese il successore'

Redazione ANSA ROMA

Lasciato il Colle dopo 9 anni di presidenza, Giorgio Napolitano ha ripreso la vita 'normale' ed è tornato al lavoro a Palazzo Giustiniani nel suo 'nuovo' ruolo di senatore.

Ansioso di tornare al lavoro parlamentare, abbandonata la Thema presidenziale in favore di un'anonima Chroma grigia, Giorgio Napolitano ha "riannusato" l'aria del Senato per una prima presa di contatto con l'istituzione che tanto vorrebbe che fosse riformata. "Vedremo cosa si vota e se io sono immediatamente nelle condizioni di partecipare", si è schermito con i giornalisti che subito gli hanno chiesto se avrebbe già esercitato il proprio diritto di voto per la riforma della legge elettorale che è in corso al Senato. Ma è chiara - e apertamente dichiarata da tempo - l'intenzione dell'ex presidente di "continuare a compiere il proprio dovere" anche nel ruolo di senatore a vita.

Certamente regna la prudenza: Napolitano valuterà con estrema attenzione modi e tempi del suo rientro al voto. Anche perche' il calendario parlamentare gli ha consegnato due appuntamenti cruciali e densi di significati politici come la nascita dell'Italicum (martedì il primo voto) e l' elezione del suo successore (il 29 gennaio alla Camera). Ma viste le polemiche degli anni passati è prevedibile che Napolitano possa rimandare l'esordio in aula se la maggioranza viaggerà sul filo del rasoio rendendo determinati i voti dei senatori a vita. Certamente avrà bisogna di un periodo di decompressione dagli stress accumulati in nove anni di Quirinale. Ma per tutto questo c'è tempo. Dopo una notte tranquilla nella ritrovata casa del rione Monti, la prima giornata fuori dal Quirinale è cominciata comunque all'insegna del lavoro e del ritorno alla normalità. "Deponete le armi", ha subito detto ai cronisti invocando il diritto a un rapporto meno ossessivo e più diretto con i media. Quindi subito nello studio al quarto piano di palazzo Giustiniani (tre camere e due stanzini di servizio), pronto e semi arredato dal 2013, dove è tornata la foto a lui cara di Altiero Spinelli. Poi telefonate e incontri, tra i quali Mario Monti e Pierferdinando Casini. Con il presidente supplente Pietro Grasso, allocato due piani più sotto, c'era stata una calorosa telefonata già ieri.

Quasi a voler riprendere la vita del passato Napolitano ha scelto di non tornare a casa a pranzo ma ha fatto una colazione veloce con due tramezzini e una spremuta d'arancia. "Oggi è un giorno normale, vado a palazzo Giustiniani a fare l'indispensabile", aveva spiegato lasciando la sua abitazione dopo meno di 24 ore dalla sua uscita dal Quirinale. E tra le cose "indispensabili" c'è certamente la corrispondenza. L'ex presidente deve infatti smaltire una montagna di messaggi di auguri provenienti da tutto il mondo. Un obbligo che Napolitano vuole assolvere al più presto e, questo è certo, tornare alla svelta all'attività parlamentare. Non è mancata una battuta per suggellare il rientro alla normalità: "Chi sarà il mio successore? Vi piacerebbe saperlo! Ma non lo so neanche io...", ha scherzato con i giornalisti.

14 GENNAIO, LA FIRMA DELLE DIMISSIONI DA PRESIDENTE DELLA REPUBBLICA

"Credo che tutti, quelli che lo apprezzano e quelli che lo apprezzano meno, riconoscano a questo presidente il fatto che ha segnato un'epoca in modo straordinario": così in serata il premier Matteo Renzi a 'Le invasioni barbariche' su La7 definendo Napolitano "un grande europeo, europeista, un grande uomo politico". Poi ancora: Se Berlusconi dice no al nostro candidato per il Quirinale "ce lo eleggiamo da soli", ha detto.

"Una grande responsabilità e una forte emozione. Affronterò questi giorni con spirito di servizio e animo sereno". Lo scrive su Twitter Pietro Grasso, presidente del Senato e presidente supplente della Repubblica.

Ora si apre ufficialmente la corsa al suo successore, mentre il presidente del Senato Piero Grasso - che si è appena spostato da Palazzo Madama a Palazzo Giustiniani, che diventa sede della presidenza - svolgerà per il tempo necessario le funzioni di capo dello Stato. 

Il premier ha salutato Napolitano twittando #GraziePresidente. L'hashtag in poche ore è schizzato in testa agli argomenti di discussione su Twitter in Italia. In cima agli altri trend ci sono anche #Napolitano, #Quirinale e Veltroni, uno dei nomi di cui si parla come possibile successore al Colle.

Il governo tedesco ha preso atto "con molto rispetto" della decisione di Giorgio Napolitano di dimettersi. Lo ha detto il portavoce di Angela Merkel, Steffen Seibert, rispondendo ad una domanda. "Si è trattato di un presidente di grande significato per l'Italia, a cui il Paese deve molto".

Il presidente della Bce, Mario Draghi, citato a più riprese nel toto-nomi del Colle è tornato a chiamarsi fuori dalla partita. "È un grande onore naturalmente per me essere preso in considerazione - ha detto in una intervista alla Zeit - ma non è il mio lavoro".

Per il Financial Times l'Italia rischia l'incertezza politica dopo le dimissioni del presidente. Secondo il quotidiano finanziario i negoziati per eleggere il nuovo 'inquilino' del Quirinale ''saranno un test chiave per il presidente del Consiglio Matteo Renzi''. ''Il vincitore emergerà probabilmente da un compromesso fra il partito democratico di Renzi e i parlamentari di centro destra guidati dall'ex premier Silvio Berlusconi''. Il giornale ripete fra i possibili candidati alla carica istituzionale i nomi già circolati in Italia: il ministro della Cultura, Dario Franceschini, Sergio Mattarella, Anna Finocchiaro, Romano Prodi, Giuliano Amato, Pier Carlo Padoan, ministro dell'Economia e Roberta Pinotti, ministro della Difesa. Secondo il Financial Times, Renzi deve trovare un possibile alleato per proseguire sul suo percorso di riforme, come lo era stato Napolitano. ''Vuole anche assicurare che il nuovo inquilino del Quirinale abbia una visione simile alla sua su quando andare a nuove elezioni''.

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