La parola della settimana è Luna

Quando un termine occupa le prime pagine dei giornali oppure lo troviamo particolarmente ostico, o semplicemente ci piace rifletterci un po' sopra

Enrica Battifoglia

C’è chi vorrebbe proteggerla come un sogno inviolabile e chi la considera un avamposto per il futuro dell’esplorazione spaziale, in ogni caso la Luna è un sogno. Lo è stata da sempre nella poesia e poi nella fantascienza, grazie a Jules Verne, e nel cinema con George Melies; non manca di affascinare ogni volta che ‘scompare’ con un’eclissi. Il sogno più grande, però, si è concretizzato il 20 luglio 1969, quando nella missione Apollo 11 per la prima volta un uomo ha poggiato il piede sul suolo lunare.

La missione segnava l’apice del programma Apollo voluto dal presidente degli Stati Uniti John Kennedy e realizzato da Werner Von Brown, ed era partita dalla base di Cape Canaveral il 16 luglio con il comandante Neil Armstrong, Buzz Aldrin e Mike Collins. Soltanto i primi due scesero sul suolo lunare con il Lem, mentre Collins rimase in orbita alla guida del modulo di comando che avrebbe riportato tutti e tre a Terra. Dall’orbita lunare il nostro pianeta appariva come nessuno lo aveva visto prima di allora: una piccola sfera azzurra, preziosa e da proteggere.

L’ultimo uomo ha camminato sulla Luna nel 1972, ma adesso in molti sono determinati a tornare, questa volta per restarvi. Il primo passo potrebbe essere una stazione spaziale nell’orbita lunare che ha già un nome, Gateway, e più in là si pensa a costruire basi dedicate alla ricerca, probabilmente stampate in 3D. Alcuni si preoccupano di violare in questo modo un mondo che ha ancora molto da raccontarci dal punto di vista scientifico, altri pensano a come tutelare i tanti cimeli delle imprese passate rimasti sul suolo lunare, per altri ancora il sogno ha il sapore del futuro: fare della Luna l’avamposto delle missioni che in futuro spingeranno l’uomo a esplorare Marte e il Sistema Solare.​

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA

Modifica consenso Cookie