• Regionali: tutte le sfide da ottobre ai primi mesi del 2019 - SPECIALE

Regionali: tutte le sfide da ottobre ai primi mesi del 2019 - SPECIALE

Alle urne Abruzzo, Basilicata, Sardegna, Piemonte, Trentino Alto Adige

Redazione ANSA ROMA

Si vanno sempre più definendo date, alleanze e nomi dei candidati governatori alle prossime elezioni regionali. Si andrà alle urne in Abruzzo, Basilicata, Piemonte, Sardegna; in Trentino Alto Adige ci saranno le provinciali.

ABRUZZO - Si vota il 10 febbraio 2019. E' polemica nel centrodestra, in casa Fi e Lega, dopo che la scelta del candidato presidente della coalizione è andata a Fdi. Il dissenso nasce anche dal fatto che in Abruzzo Forza Italia alle politiche dello scorso 4 marzo in controtendenza nazionale è stato il primo partito della coalizione. Il M5s ha votato on line la candidatura di Sara Marcozzi. Il centrosinistra attende la decisione del vicepresidente del Csm, il dem Giovanni Legnini, il cui mandato scade il prossimo 25 settembre.

BASILICATA - Si dovrebbe votare il 20 gennaio 2019. Il centrodestra si presenterà unito con un candidato governatore che dovrebbe essere scelto da FI nella società civile e potrebbe vincere per la prima volta in una regione da sempre guidata dal centrosinistra che invece resta in attesa delle decisioni della magistratura su Marcello Pittella (Pd), ai domiciliari dopo l'inchiesta sulla sanità lucana. Per ora tre le candidature ufficiali: Antonio Mattia (M5S), Maurizio Bolognetti (Radicale), Carmen Lasorella, alla guida di LuCi (Lucani insieme). Leu è contrario alla ricandidatura di Pittella.

PIEMONTE - Si vota la prossima primavera. Sfida a tre in Piemonte. Raggiunta l'intesa, il centrodestra prova a conquistare l'ultima regione del Nord ancora in mano al centrosinistra, col M5s nei panni del terzo incomodo. Il centrosinistra punta a un'alleanza per il Piemonte allargata alla società civile col governatore uscente Sergio Chiamparino disponibile a ricandidarsi. Tra i dem c'è chi spinge per le primarie, anche di coalizione, con Chiamparino che farebbe un passo di lato. Nel centrodestra, coi sondaggi che indicano la Lega a oltre il 30%, la coalizione vuole riprendersi la Regione persa per la vicenda delle firme false che ha fatto decadere il leghista Roberto Cota. A correre però sarebbe un candidato di FI. In pole position l'eurodeputato Alberto Cirio ma su lui pende il verdetto della vicenda rimborsopoli bis o la parlamentare Claudia Porchietto. Nel M5s si parla di Tiziana Beghin (europarlamentare) e del consigliere Giorgio Bertola.

SARDEGNA - Si vota il 24 febbraio 2019 Centrodestra compatto con l'asse Lega-Partito Sardo d'Azione, coalizione di centrosinistra che deve ritrovare la sua identità, M5s deciso a bissare l'exploit delle politiche e gli indipendentisti che provano a mettersi insieme. Il centrodestra deve stabilire a quale partito spetti esprimere la candidatura. C'è chi ipotizza un esponente Lega-Psd'Az, ma Fdi ha già messo le mani avanti proponendo il capogruppo in Consiglio regionale Paolo Truzzu. Nel centrosinistra sembra improbabile una ricandidatura dell'attuale governatore Francesco Pigliaru. Il Pd, ancora scosso dal flop delle politiche, sta tentando di allargare il più possibile la coalizione. Sul candidato circola il nome del sindaco di Cagliari Massimo Zedda. Il M5s ha dato il via libera all'ex sindaco di Assemini (Cagliari) Mario Puddu.

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