• L'analisi / 26 maggio: Savona "uber alles", Conte e Colle sotto pressione

L'analisi / 26 maggio: Savona "uber alles", Conte e Colle sotto pressione

Sulla figura dell'economista sardo di 82 anni si apre una battaglia che supera i confini nazionali e sembra tracimare nel cuore dell'Europa

Fabrizio Finzi ROMA


La crisi italiana si internazionalizza. E sale forte la pressione su Giuseppe Conte e Sergio Mattarella. Incredibilmente sulla figura di Paolo Savona, economista sardo di 82 anni, si apre una battaglia che supera i confini nazionali e sembra tracimare nel cuore dell'Europa. Fino a intaccare il tradizionale asse franco-tedesco. Il sovranismo, è chiaro, fa parte ormai del dibattito mondiale. Ma partiamo dai fatti, che sembrano pochini. Almeno stando all'ufficialità. Continua il braccio di ferro tra Quirinale e Lega. Il Colle anche oggi è chiuso in uno strettissimo riserbo e attende che la mediazione del premier incaricato porti a qualche novità. Matteo Salvini, il vero protagonista di queste ore, non è del tutto chiaro: continua a ripetere che la Lega ha già fatto troppi passi indietro facendo intendere che sul nome di Savona non molla.

In difficoltà il Movimento Cinque stelle che sostiene - o meglio, deve sostenere - Paolo Savona più per la tenuta dell'alleanza che per convinzione sulla bontà delle idee. In mezzo al braccio di ferro si trova Giuseppe Conte che, solo nel suo studio alla Camera, prova cocktail ministeriali dallo stesso gusto. Si sposta una casella a destra e una a sinistra, un nome sale e l'altro scende ma la 'gradazione' è sempre la stessa. Sergio Mattarella ha passato la giornata al Quirinale in attesa di novità da parte del professore di diritto privato. Che non sono arrivate. Al di sotto dell'ufficialità è tutto un tourbillon di telefonate e contatti con indiscrezioni parlamentari che ora indicano un'apertura della Lega, ora una del Quirinale. Ma niente viene confermato e in serata l'unica certezza è lo stallo. Ma molto è successo fuori dall'Italia a conferma della delicatezza del processo in corso e dell'attenzione con la quale il "laboratorio Italia" viene guardato dall'estero.

Come un sasso nello stagno è giunta la notizia di una telefonata del presidente francese Emmanuel Macron a Giuseppe Conte. Non al suo pari grado, il presidente Mattarella - che forse l'ha ricevuta ma non l'ha pubblicizzata - ma proprio al giurista ex sconosciuto. Una telefonata del tutto irrituale, visto che Giuseppe Conte al momento non è certo seduto sulla poltrona di palazzo Chigi. Una conversazione però importante dal momento che tutta Europa parla di Paolo Savona, il candidato leghista al ministero dell'Economia. Uomo dal profilo decisamente anti-tedesco e anti-euro. Al di là del confine, in Germania, la Merkel tace. Ma ci pensano praticamente tutti i media teutonici a sparare veleno sull'Italia e sull'idea d'Europa del Governo giallo-verde. In mezzo si insinua come un serpente l'americano Steve Bannon, ex stratega di Trump, a incoraggiare Salvini e Di Maio a non cedere su Paolo Savona.

Nella visione di Bannon l'Italia del governo carioca è il grimaldello per scardinare definitivamente la porta dell'Unione e dell'Euro. Ora l'inusuale endorsement del presidente francese a Conte che significa? Forse il voler giocare d'anticipo su tutti, blandirsi per primo un governo inesperto - ove mai nascerà - per giocarselo in chiave anti-tedesca. Impossibile a dirsi. Ma è certo che mai come oggi l'Italia è sotto la lente del mondo. E i primi appetiti si stanno scatenando.

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