L'analisi/ La settimana dal 14 al 20 maggio

In scena il Colle, ok Conte ma su ministri vediamo. Ossatura squadra pronta ma sul tappeto nodi Economia e Difesa

Fabrizio Finzi ROMA

20 maggio - Rientra in Scena il Quirinale. Domani mattina farà partire le convocazioni per ricevere nel pomeriggio le delegazioni di Lega e Movimento Cinque stelle. Ancora non si sa se le riceverà insieme o separate. Certamente Sergio Mattarella vuole avere conferme di prima mano sull'esistenza di un accordo di ferro intorno al nome del candidato premier. E se sarà Giuseppe Conte, come indicano in serata tutte le fonti consultate, il giurista fiorentino otterrà il via libera del presidente della Repubblica.

Più complessa la strada per la squadra di ministri. Fonti politiche riferiscono che tra il Quirinale e le forze politiche sussistono problemi di visione su alcuni dicasteri pesanti.

Ma si ragiona ancora sulle indiscrezioni giornalistiche, su ciò che si legge sui giornali. Se non ci saranno intoppi dell'ultim'ora si aprirà così una nuova fase nella quale le forze politiche consegnano il bastone del comando al capo dello Stato. Il quale, probabilmente dopo una rapida riflessione darà l'incarico a Conte che accetterà con riserva. E solo in questo spazio che si potrà veramente chiudere la partita nel suo complesso.

L'ossatura della squadra di governo è già in gran parte formata e fioccano le indiscrezioni. Difficile che il Quirinale non abbia avuto qualche notizia di prima mano. Ma è certo che Mattarella da giorni dedica grandissima attenzione alla politica estera, al rispetto dei Trattati europei ed internazionali e, naturalmente, anche ai rapporti economici che impattano sull'Unione europea. Di conseguenza grandissima attenzione verrà dedicata ai profili che dovranno guidare gli Esteri, l'Economia e la Difesa.

Mentre l'ambasciatore Gianpiero Massolo - che tutti indicano alla guida della Farnesina - dà assolute garanzie di esperienza e conoscenza delle regole d'ingaggio europee, restano aperti i nodi dell'Economia e della Difesa. Due ministeri importanti e, nell'ottica del Quirinale, che hanno piena gestione di dossier internazionali. Basti pensare alla costruzione della legge di Bilancio per il Tesoro e alle missioni internazionali per la Difesa.

Forse proprio a Mattarella si riferiva Matteo Salvini quando, annunciando l'accordo chiuso con tutta la squadra di governo, se n'è uscito con un sibillino "speriamo che nessuno metta veti". Ma non di veti si tratta.

E' l'articolo 92 della Costituzione a recitare: "è il presidente della Repubblica a nominare i ministri su proposta del presidente del Consiglio. Ed è prerogativa del presidente discutere con il premier incaricato sui nomi che dovranno guidare i dicasteri del nuovo governo". Sergio Mattarella è uomo attento e di grande esperienza e certamente sta manovrando la materia con i guanti sapendo di muoversi in una cristalleria. Ecco perchè in questa domenica convulsa il presidente è rimasto silente confermando di fatto solo che domani attende Salvini e Di Maio al Quirinale. Dove si attende un nome.

Perché di una lista di ministri pre-confezionata da Lega e Movimento Cinque stelle Sergio Mattarella non vuole proprio sentirne parlare. Prevedibile che dopo aver consultato per l'ennesima volta Lega e Cinque stelle il capo dello Stato si prenderà qualche ora di riflessione. Poi dopo aver conferito l'incarico aspetterà che il presidente del Consiglio incaricato torni da lui con una lista di ministri. Solo allora avremo la certezza che il governo è formato e pronto ad andare alle Camere a chiedere il voto di fiducia.

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