• Congedo di paternità a 15 giorni, da quasi un anno e mezzo in Parlamento. Che fine ha fatto?

Congedo di paternità a 15 giorni, da quasi un anno e mezzo in Parlamento. Che fine ha fatto?

La proposta di legge a firma Pd in commissione Lavoro, prevede due settimane di stop obbligatorio nel primo mese dalla nascita di un figlio

a cura di Alessandra Chini

La festa del papà diventa anche un'occasione per riflettere sull'importanza del ruolo paterno, soprattutto all'inizio dell'avventura della nascita di una nuova vita. Un ruolo che, però, non è (quasi) per nulla supportato dal punto di vista legislativo. Basti pensare che solo di recente è stato introdotto nel nostro ordinamento il congedo di paternità obbligatorio. Innalzato nel 2016 a due giorni (più due facoltativi) nei primi cinque mesi di vita del neonato.

Ma esiste una proposta di legge in Parlamento che rende molto più 'stringente' questo compito prevedendo l'astensione obbligatoria dal lavoro per 15 giorni nel primo mese di vita del figlio.

La proposta di legge, la numero 3376 a prima firma di Titti Di Salvo del Pd e sottoscritta da un grosso numero di deputati Dem, è stata depositata alla Camera il 22 ottobre 2015 (LEGGI IL TESTO). 

Il testo è stato assegnato alla commissione Lavoro ma al momento non è partito ancora l'esame. Il provvedimento prevede per il padre lavoratore dipendente una indennità giornaliera a carico dell'Inps pari al 100% della retribuzione. Per quanto riguarda la copertura finanziaria si prevede una serie di interventi tra i quali il prelievo sulle vincite derivanti dalle giocate effettuate su apparecchi e congegni. Si prevede anche il monitoraggio della materia da parte del ministero del Lavoro in vista dell'applicazione delle nuove norme per poi trasmettere alle Camere, entro il 30 gennaio 2019 una relazione sull'attività di monitoraggio. 

COSA NE PENSANO I PAPA' - Sette papa' su dieci trovano "molto apprezzabile" che esista il congedo di paternita' obbligatorio; otto su dieci, se potessero, vorrebbero che fosse di almeno 15 giorni. Ma solo il 21% ne ha usufruito al momento della nascita del figlio (diritto conosciuto solo dal 52% degli intervistati). E sempre il 21% ha usufruito del congedo parentale nei primi otto anni del bambino e per condividerne la gestione con la moglie o la compagna. Gli uomini, dunque, non sono ancora i "care giver" primari. E' quanto emerge da un'indagine demoscopica Doxa su un campione di 215 padri e commissionata dalla Campagna "Diamo voce ai papa'" di Piano C, un coworking con servizi di conciliazione, i cui risultati sono stati presentati oggi alla Camera.

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