• Concorso Intercultura-ANSA, il mondo visto attraverso le foto degli studenti

Concorso Intercultura-ANSA, il mondo visto attraverso le foto degli studenti

'Un obiettivo sul mondo'. Cogliere la diversità culturale con un’immagine

Redazione ANSA

Si chiamano Giulia, Ilia e Francesco, hanno 17 anni e sono i vincitori del concorso fotografico "Un obiettivo sul mondo", realizzato da Intercultura in collaborazione con l’ANSA, che premia la capacità di interpretare, attraverso le immagini, la diversità culturale in un mondo che cambia a ritmo schizofrenico. 

I tre studenti hanno trascorso durante l’estate 2016 un mese in Irlanda, Cina e Stati Uniti e, grazie a un percorso di preparazione centrato sulla formazione interculturale e sull’incontro ragionato con una nuova cultura, hanno raccontato attraverso le foto alcuni aspetti meno stereotipati della cultura locale. Come loro, altri 400 adolescenti sono partiti tra luglio e agosto per 4 settimane per Giappone, Cina, Argentina, Irlanda, India, Danimarca, Finlandia, Spagna, tornando a casa con una nuova consapevolezza.

Conoscere una nuova cultura significa andare oltre gli aspetti più evidenti (lingua, abitudini alimentari, forme artistiche) per indagare la parte invisibile della società: relazioni familiari o interpersonali, percezione del tempo e dello spazio, senso del bello e del brutto. Una foto può essere la rappresentazione concreta di questa nuova percezione del mondo.

Giulia Melis di Oristano, 17 anni, vincitrice del concorso, un mese trascorso a Dublino la scorsa estate, ha saputo bloccare in un istante un elemento fondamentale del cambiamento della cattolicissima società irlandese. In un bianco e nero pieno di gioia, viene ritratta "una delle rare famiglie non separate" che si gode un momento di felicità al mare, tra i bambini che giocano e i gabbiani che sembrano condividere la loro vitalità.

La seconda classificata è Ilia Salvaterra, 17 anni di Roma, che nel suo mese in Cina ha voluto raccontare con ironia il primo scoglio interculturale con cui si confronta qualsiasi occidentale: quello del cibo piccantissimo trangugiato dalla popolazione locale con un forte rumore, giudicato fastidioso e inappropriato dai nostri standard del bon ton e che invece è funzionale nella cultura orientale. Non a caso, l’immagine è intitolata "Il risucchio" e mostra il papà ospitante di Ilia mentre mangia con le bacchette la tipica zuppa da un "hot pot, il terrore degli studenti stranieri.

È una pentola in cui bolle dell'olio di sesamo e tanto peperoncino in cui si fanno cuocere stomaco di pollo, anguille e uova di quaglia. Il modo di mangiare dei cinesi è particolare anche quello: molti li definirebbero maleducati per il risucchio che accompagna ogni boccone, ma alla fine del programma mi sono sorpresa anche io a risucchiare per poter mangiare i ravioli".



Il terzo classificato, Francesco Bonacina, 17enne di Lecco, un mese a Washingon DC, ha fermato in uno scatto in bianco e nero la quintessenza dei valori americani: il dinamismo economico, l’orgoglio verso la patria, la bellissima immensità del Paese, attraverso i suoi simboli ("gli spazi infiniti, il cartellone pubblicitario e la bandiera americana che sventola nel vento").

I tre studenti trascorreranno la mattinata di lunedì 28 novembre nella redazione dell’ANSA a Roma, insieme ai giornalisti e ai fotografi della più importante agenzia di stampa italiana,
lavoreranno con loro sulle notizie del giorno e scopriranno, forse, qualche segreto del mestiere.

Intercultura, da oltre 60 anni (l’Associazione opera in Italia dal 1955), vuole contribuire a creare una società mondiale pacificata, non attraverso la presenza egemone di poche culture ai danni di tutte le altre, ma attraverso il riconoscimento degli apporti che ogni cultura può dare alla soluzione di problemi comuni.

Si tratta di collaborare alla costruzione di una società a misura d'uomo in un mondo dove il conflitto non sia dissimulato o risolto con la violenza, dove le soluzioni emergenti non siano sempre quelle delle nazioni più ricche, ma riflettano anche quelle emarginate, spesso senza terra, nazione o parola. L’Associazione dialoga con il sistema educativo del nostro Paese per sensibilizzarlo alle tematiche interculturali ed aprirlo alla conoscenza e allo studio delle relazioni con le altre culture.

Il metodo utilizzato da Intercultura è di far vivere un'esperienza di educazione alla mondialità guidata dai volontari dell’Associazione. I partecipanti agli scambi sono soprattutto giovani tra i 15 e i 18 anni. Per accoglierli in un'altra cultura sono state privilegiate le famiglie e le scuole, riconoscendo il loro ruolo di trasmettitori primari di cultura nella società. Chi vuole vivere l’esperienza raccontata in immagini da questi ragazzi e trascorrere un’estate 'controcorrente', può consultare il sito di Intercultura (www.intercultura.it) e iscriversi ad un programma estivo della durata di un mese in un paese di Asia, Nord America, Europa, America latina.

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