Droga, alcol e velocità: ecco il Far West dei giovani alla guida

Uno su 5 parla allo smartphone, 1 su 3 controlla le notifiche e 1 su 10 si scatta persino qualche selfie

Redazione ANSA

Giovani troppo spericolati alla guida: uno su 5 parla al telefonino, 1 su 3 controlla le notifiche e 1 su 10 si scatta persino qualche selfie con lo smartphone. I dati vengono da una ricerca di Skuola.net in collaborazione con l’Università Niccolò Cusano su un campione di 1600 studenti dai 14 ai 21 anni in possesso di patente A, AM o B.

Tra quelli che si mettono al volante, ben 1 su 5 chiacchiera allo smartphone senza usare vivavoce o auricolare. E se arriva un messaggino, 1 su 3 si distrae dalla guida - senza fermarsi - per controllare il telefonino. Tra loro, più di 1 su 4 addirittura risponde alle notifiche. E i selfie? Una mania che non si placa neanche in automobile. Uno su 10 lo ammette: scatta a più non posso anche alla guida del mezzo in movimento. Insomma, l’attenzione alla guida appare un optional quanto l’ultimo modello di autoradio e l’airbag.

Droga, alcol e velocità: ecco il far west della strada - Skuola.net



“La survey, condotta dal nostro Ateneo e da Skuola.net, dimostra l’esistenza dei cosiddetti ‘pericoli social’ alla guida – dichiara Michela Crisci dell’Ufficio Ricerca & Sviluppo dell’Università Niccolò Cusano - oggi, infatti, abbiamo auto più sicure e maggiori controlli per strada ma gli incidenti sono provocati per lo più da sms e selfie. Questo è il paradosso della tecnologia e delle cattive abitudini. Il problema principale è che gli adolescenti sembrano essere ben informati sulle normative e sui rischi che potrebbero incorrere utilizzando lo smartphone alla guida; nonostante ciò continuano a inviare sms, scattare foto e a chiamare senza auricolari. La loro inesperienza al volante e, spesso, anche l’ostentata sicurezza, li rendono dunque vulnerabili. Ecco perché è necessario sensibilizzarli in modo creativo”.

La sicurezza sembra estranea pure ai ragazzi che si spostano in motorino: il 7% fa sempre a meno del casco, un altro 7% a volte lo dimentica. Nota positiva: l’86% lo indossa sempre e comunque, anche se per chi abita nel Sud Italia le percentuali sono un po’ più basse. Il 20 % dei giovani guidatori di mezzi a quattro ruote, automobili o microcar che siano, poi non usa con costanza le cinture di sicurezza e solo il 33% richiama i passeggeri quando sono loro a non indossarle. Il far west della strada appare ancora più evidente quando, oltre a non proteggere la propria vita, questi ragazzi mettono a rischio pure quella degli altri: il 12% confessa di aver causato incidenti nell’ultimo anno. Inoltre chi è coinvolti in incidenti è più frequente che adotti comportamenti scorretti.

Ma il problema dei ragazzi non è solo la distrazione facile. Uno su 4 ammette di passare sistematicamente con il rosso, a volte (20%) o spesso (5%), mentre alla metà degli intervistati è capitato di non fermarsi allo stop. La velocità da codice viene rispettata sempre solo da un 1 intervistato su 4, mentre tutti gli altri sistematicamente o talvolta fanno viaggiare la lancetta del tachimetro. I controlli su strada tuttavia non sembrano seguire il tasso di trasgressione: ad aver ricevuto una multa nell’ultimo anno è poco più di 1 su 10, complice forse l’uso di app per evitare posti di blocco e forze dell’ordine, frequente tra il 17% dei giovanissimi guidatori. Analizzando i profili degli intervistati, è emerso che le infrazioni aumentano al diminuire dell’età.

Un capitolo a parte merita il discorso delle condizioni psico-fisiche dei ragazzi chesi spostano su strada. Quasi il 38% ha condotto il mezzo dopo una notte in bianco o accusando forte stanchezza. Non manca chi, purtroppo, ha guidato sotto l’effetto di alcol o stupefacenti. Circa 1 su 5 sostiene di essersi messo al volante o in sellino dopo aver alzato un po’ il gomito: tra questi, per circa un terzo è un’abitudine. E se tra di loro c’è chi l’ha fatto senza sentirsi alterato, avendo assunto quantità limitate di alcolici (41%), troviamo anche chi confessa di aver guidato brillo (28%) o addirittura ubriaco, avendo bevuto molto (31%). Minore – ma comunque inquietante - la percentuale di chi dichiara di aver assunto droghe pur dovendo portare la macchina o il ciclomotore: è circa 1 su 10. Per la maggior parte di questi si tratta di droghe leggere (55%), ma è comunque preoccupante la percentuale di chi ha indicato droghe pesanti o sintetiche come ecstasy, pasticche di diverso tipo o addirittura cocaina (45%).

“Gli incidenti stradali sono una la principale causa di mortalità giovanile in Italia – dichiara Daniele Grassucci, responsabile della comunicazione di Skuola.net – e osservando i dati in merito alla diffusione dei comportamenti scorretti tra i ragazzi alla guida, viene da pensare che forse il bilancio in termini di vite umane potrebbe essere ancora più pesante. Bisogna riformare l’esame di scuola guida: è inutile saper parcheggiare se poi nessuno ti mostra nel pratico, in aree idonee, quanto spazio percorri mentre sei distratto dallo smartphone”.

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