• L'Aquila, il vigile che coordinò i soccorsi ricorda la notte del sisma

L'Aquila, il vigile che coordinò i soccorsi ricorda la notte del sisma

Ora legato ad un'altra storia, la ricostruzione della Facoltà di Ingegneria

Enrica Di Battista L'AQUILA

   "Cos'è quella nebbia?" mi chiese mia moglie  pochi attimi dopo la scossa del 6 aprile 2009, appena scesi nel cortile di casa, a ridosso del centro storico dell’Aquila. Mi girai e in un attimo capii. 'Sono le polveri dei crolli. L'Aquila non c'è più', le risposi". A ricordare la terribile notte di sette anni fa è l'ingegnere Sergio Basti, una vita nei Vigili del Fuoco come comandante, all'epoca del terremoto al Viminale come Direttore centrale per l'emergenza dei vigili del fuoco. Era, tristemente, l'uomo giusto al posto giusto.

   Pendolare tra L'Aquila, dove risiedeva con la famiglia, e Roma, dove lavorava in un posto di comando nelle emergenze nazionali e internazionali, Basti si sarebbe svegliato alle 6 di quel drammatico lunedì per partire alla volta della capitale e invece alle 3:32, in 23 secondi, si ritrovò a vestire in contemporanea i panni di soccorritore e di soccorso.

   "Presi subito il telefono e informai il Ministero di quanto era accaduto. Conoscendo il territorio capii presto le dimensioni del fenomeno", racconta in un'intervista all'ANSA. Nella prima immediata ricognizione del centro dell'Aquila le scene che gli si presentarono davanti erano da girone infernale: macerie anche fino al primo piano dei palazzi, gente insanguinata che si aggirava in strada, in pigiama, la disperazione, le urla delle persone. "Passai poi alle periferie, alle frazioni, ai Comuni. Nell'immediato avevo mobilitato i Vigili del Fuoco di tutta l'Italia centrale ma capita l'estensione della catastrofe mobilitammo tutta Italia. E così all'Aquila in 48 ore arrivarono 1.500 mezzi e 2.500 uomini dei Vigili del Fuoco. Scavammo per giorni a mani nude in una disperata ricerca. I morti furono 309 ma riuscimmo a estrarre dalle macerie 104 persone", ricorda l'ingegnere.

   Sergio Basti venne quindi nominato Vice Commissario delegato per la messa in sicurezza degli edifici pubblici e privati dell'Aquila ma nel 2009, oltre al terremoto e al G8, si trovò a gestire altre emergenze: l'incidente ferroviario di Viareggio e le alluvioni di Messina e di Ischia. Un annus horribilis.

   Quanto accaduto all'Aquila ha lasciato ricordi indelebili anche in un uomo delle emergenze come Basti "anche perché non si può nascondere l'aspetto emotivo, per i lutti e i danni che avevano colpito amici e conoscenti. C'era la strana sensazione di essere sospesi, di vedere da fuori un film in cui si è protagonisti. Qui all'Aquila ormai la vita è per tutti segnata da un prima e un dopo terremoto, un laico avanti e dopo Cristo", spiega l'ingegnere. Tra i ricordi difficili da dimenticare per Basti c'è la violenza intima che il terremoto ha provocato squarciando le case e mettendo a nudo il privato, "fatto anche di mestoli in cucina e vestiti appesi alle grucce. Quando tra le macerie della Casa dello Studente sono spuntate delle scarpe con i tacchi ho pensato a quelle povere ragazze che nella loro ultima sera erano uscite con i compagni per divertirsi".

   Ma ora c'è anche un'altra storia che lega Sergio Basti alla città grazie al ruolo che adesso ricopre come Governatore del Distretto Rotary 2090 (Abruzzo, Molise, Marche, Umbria). Il 5 aprile, alla vigilia dell'anniversario del sisma, ci sarà all'Aquila l'inaugurazione della Facoltà di Ingegneria di Roio, crollata con il terremoto e ora ricostruita. Il Blocco A di questa Facoltà, la parte centrale più grande, il 70% della struttura, è stata ricostruita grazie ai fondi raccolti dai Rotary Club in Italia e nel mondo attraverso una gara di solidarietà partita subito nel 2009, su impulso dell’allora Governatore del Distretto Giorgio Splendiani, aquilano, che coinvolse i Club in Italia e nel mondo. Poi si sono uniti nelle donazioni il Rotaract, i giovani del Rotary, e l'Inner Wheel, associazione femminile collegata e anche privati cittadini. Parteciperà a questa cerimonia, insieme alle autorità e ai rappresentanti dei Club Rotary, anche Marta Valente, la studentessa salvata dopo essere rimasta 23 ore sotto le macerie della sua abitazione, ora ingegnere.

   Le donazioni in denaro per la ricostruzione del Blocco A della facoltà ammontano a 2,2 milioni di euro ma il valore commerciale complessivo dell'operazione è di circa 4 milioni, considerando infatti i materiali per la ricostruzione forniti gratuitamente da molte imprese, soprattutto aquilane, e il fatto che il progetto è stato interamente portato avanti da tecnici rotariani del Distretto che hanno offerto prestazioni gratuite. Quando la ricostruzione è una gara di solidarietà. 

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