Emmanuel Macron

Il rivale più accreditato della Le Pen

Emmanuel Macron non ha un partito alle spalle ma e' ormai il piu' accreditato avversario di Marine Le Pen alle presidenziali francesi. I sondaggi lo danno affiancato alla candidata del Front National al primo turno e sicuro vincitore al secondo. Nel suo entourage non si nasconde che il giovane e ambizioso candidato punta ad arrivare primo il 23 aprile, al primo turno delle presidenziali, con il suo programma "social-liberale". Trentanove anni, sposato con la sua ex professoressa di francese al liceo, che ha 20 anni piu' di lui, ex banchiere d'affari, ex ministro dell'Economia - se ne ando' dal governo Valls per "disaccordi strategici", come ricorda lui stesso - Macron mette particolare cura nel non apparire troppo tecnico o freddo, spiegando - a volte in modo didascalico - le pieghe del suo progetto, diviso in sei "cantieri". "E' tempo di ricostruire il sogno europeo", ha detto distanziandosi dall'antieuropeismo della Le Pen. Oggi piu' che mai bisogna "rilanciare" l'agenda dell'Ue a 27 e darle un "nuovo impulso". Ma soprattutto, ha insistito, si deve "rilanciare la zona euro" ricostruendo la "solidarieta' sul piano economico e sociale" e dando una prospettive ad una "gioventu' perduta" che ha conosciuto solo la "disoccupazione di massa". "Per questo serve una Francia credibile davanti alla Germania", ha avvertito il candidato del Movimento 'En Marche!', insistendo sull'importanza dell'asse Parigi-Berlino. Su lavoro, occupazione e pensioni Macron dosa abilmente proclami di svolta e dichiarazioni rassicuranti: "Il lavoro sta cambiando, vogliamo accompagnare questo cambiamento", ha spiegato, garantendo che le 35 ore settimanali non verranno toccate ma promettendo che aprira' alla trattativa "azienda per azienda". Cosi', sulla disoccupazione, ci sara' un "programma rivoluzionario" per la formazione dei cittadini "piu' deboli", ma poi se chi viene formato a spese dello stato rifiuta a piu' riprese occasioni di lavoro, sara' la fine dei sussidi. Sulle pensioni, "fine dei regimi speciali" (ferrovieri, funzionari, ecc.) e metodo di versamento che "per ogni euro garantira' eguale servizio a tutti". In Francia una rivoluzione, nel suo piccolo.

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