Donald Trump

Il candidato repubblicano

Dal 16 giugno quando ha annunciato ufficialmente la sua candidatura per la Casa Bianca nel campo repubblicano, l'imprenditore miliardario Donald Trump non ha smesso di imporsi all'attenzione generale a suon di battute caustiche, sessiste,orgogliosamente politicamente scorrette, che fino ad ora lo hanno comunque premiato nei sondaggi Iil 69enne magnate si conferma un guru della 'autopromozione', non mostra alcuna timidezza nel rivendicare le sue capacità imprenditoriali, il suo successo, il suo denaro. "Non ho bisogno dei soldi di nessuno, non userò i soldi dei lobbisti. Userò i miei. Io sono molto ricco". Il suo patrimonio da 9 miliardi di dollari è la 'garanzia finanziaria' richiesta dalla legge americana per lanciare la campagna. Questa sembra la volta buona per lui, che già in passato ha flirtato con la candidatura per la presidenza degli Stati Uniti, finendo poi sempre per fare un passo indietro. Ed è un candidato come nessun altro, che si aggiunge agli altri 16 repubblicani scesi in campo fino ad ora. I suoi bersagli sono ricorrenti: Cina e Messico, oltre a pesanti battute contro le donne che mettono in imbarazzo il partito repubblicano. Ma anche questo non sembra essere un problema per lui. Il magnate del real estate non ha infatti escluso la possibilità di correre da solo nel caso in cui non riuscisse a conquistare la nomination repubblicana, ha detto nel primo dibattito tv con gli altri candidati Gop. Trump ha chiesto una "completa e totale chiusura" all'ingresso dei musulmani negli Stati Uniti.

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA