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Unioncamere, cresce il digitale, 122 mila vivono di bit

Tiene sistema imprese, in 9 mesi saldo positivo 38mila aziende

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SIRACUSA - Dal commercio on line, agli internet service provider, dai produttori di software a chi elabora dati o gestisce portali web. Il settore del digitale è formato da un esercito di imprenditori giovani che creano maggiore occupazione e ricchezza ma sono ancora pochi, sfiorando per ora solo il 2,3% dell'universo delle imprese italiane. A fine settembre hanno superato quota 122 mila unità, 3 mila in più, mettendo a segno una crescita nel corso dell'anno del 2,4%, quasi quattro volte più della media ferma a +0,6%. Sono i dati presentati oggi in occasione dell'assemblea di Unioncamere a Siracusa, che si inseriscono in un quadro di complessiva tenuta del sistema imprenditoriale. Il bilancio tra aperture e chiusure nei primi nove mesi, secondo gli ultimi aggiornamenti di Movimprese, ha fatto registrare un saldo positivo per 37.897 contro le 41.597 dello stesso periodo del 2016, con uno sprint registrato nel terzo trimestre.

''Abbiamo un numero di imprese digitali ancora esiguo ma con un forte potenziale di sviluppo - ha detto il presidente di Unioncamere, Ivan Lo Bello, nel precisare che - le aziende ci dicono di avere un gran bisogno di digitalizzazione, per questo occorre innalzare le loro competenze, un fronte sul quale le Camere di Commercio sono fortemente impegnate''.

Secondo la ricerca,il 12,5% delle digital companies sono guidate da giovani con meno di 35 anni ma, se si guarda alle aperture di nuove attività dall'inizio dell'anno la percentuale sfiora il 35%. Delle 122 mila aziende, una su cinque (28.650) è in Lombardia, seguono Lazio e Campania. E' però guardando alle new entry che emerge l'interesse dei giovani del Sud, visto che il 50% sono in Calabria, il 46,7% in Basilicata, il 44,4% in Campania, il 42,3% in Puglia e il 40,6% in Sicilia.

Sul fronte degli occupati, le regioni a più elevato 'vantaggio occupazionale' sono la Valle d'Aosta, dove la media degli addetti per impresa digitale è di 10,5 contro 4,2, il Trentino -Alto Adige (8 contro 5,4) e il Piemonte (6,9 contro 4,5). Guardando, infine, alle performance economiche, i bilanci delle società di capitale del comparto certificano la marcia in più del settore web con un valore della produzione cresciuto del 9,2% rispetto all'anno precedente, contro una media degli altri settori del 3,3% tra 2016 e 2015. Meno brillante ma significativo il gap a favore del digitale in termini di valore aggiunto: tra il 2016 e il 2015 le imprese dei 'bit' hanno registrato una crescita dell'8,6% contro una media del 6%, 'bissando' il risultato del biennio precedente (7,7% contro 5,8%).

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