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Innovazione: Trentino; diversità elemento indispensabile

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TRENTO - "La diversità è l'elemento indispensabile dell'ecosistema dell'innovazione". Un concetto condiviso, anche se con esperienze diverse, dai primi tre relatori intervenuti a TedxTrento, la manifestazione sull'innovazione in tecnologia, intrattenimento e design. Gli speaker lanciano le loro intuizioni, le loro sperimentazioni che "hanno portato a innovazioni nell'ecosistema sociale - afferma la curatrice di TedxTrento, Mirta Alberti - dove 'la diversità' è l'elemento irrinunciabile".
   E' stata Flavia Marzano, docente alla Sapienza di laboratorio di tecnologie per l'amministrazione digitale, blogger per Wired.it, esperta di comunità virtuali e presidente dell'associazione stati generali dell'innovazione, nonché ideatrice della Rete Wister, a inaugurare il primo dei talk previsti per oggi. Il suo intervento è stato incentrato su nuovi modelli di istruzione capaci di liberare la creatività e tutelare la diversità. In sintesi il motto della sua relazione si riassume in 4 'i ': innovazione, intuizione, invenzione, e istruzione.
   Il potere comunicativo e innovativo della voce è stato il punto centrale dell'intervento del vocal coach, Davide Piludu.
La voce, ha affermato, "a differenza della pelle, racconta molte più cose, della nostra infanzia e della nostra crescita, di fatti che magari noi non vogliamo neanche ricordare, la voce contiene informazioni sulla persona stessa". Piludu ha fondato la nuova professione, mai ripetitiva, sull'uso creativo delle potenzialità insite nella voce. "Usa la voce, sperimenta, prova per superare la paura - ha sollecitato Piludu - abbatti il recinto, hai il diritto di sbagliare, anche se sei adulto".
   La matematica Tania Campanelli ha raccontato poi la sua esperienza di passaggio da un impiego in un'azienda creativa, "dove l'intuizione era il motore del profitto, e dove la diversità era un valore primario. Le parole chiave - ha detto Campanelli - erano team,idea, condivisione. Ma un giorno tutto è cambiato: sono passata a lavorare in aziende manifatturiere, dove i colori erano spariti, dove invece di sentirsi parte di un team, ti sentivi 'Don Chisciotte' e controllo, gerarchia, ripetitività erano le parole chiave". La relatrice ha voluto così esporre il concetto di come la gerarchia e il controllo nelle aziende dove il manager è colui che fa i piani che devono essere eseguiti dai dipendenti, toglie la motivazione del lavoro e impoverisce la produzione stessa".

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