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Libri: Il Malaparte ad Han Kang e al suo "Atti umani"

Premio compie venti edizioni e guarda al futuro

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(Di Daniela Giammusso)

CAPRI (NA) - “Gwangiu è tutti i luoghi e tutti i tempi in cui dignità e violenza coesistono. Non è assolutamente qualcosa di terminato, ma che continua a tornare”. Così Han Kang, l’autrice coreana di un best seller mondiale come “La vegetariana”, ha ricevuto questa mattina alla Certosa di San Giacomo a Capri il Premio Malaparte 2017 per il suo ultimo lavoro: “Atti umani” (ed. Adelphi), dedicato al massacro di Gwangju, rivolta contro il regime presidenziale repressa nel sangue nel 1980, vissuto in prima persona da Han Kang bambina e dalla sua famiglia.

“Non ho scritto questo libro per me - dice la scrittrice nel suo sentito discorso di ringraziamento - Volevo solo prestare le mie sensazioni, la mia esistenza, il mio corpo a coloro che sono stati uccisi, ai sopravvissuti e alle loro famiglie. E alla fine mi sono accorta che erano loro ad aiutare me. Io non ho fatto nulla. Ho solo scritto un libro".

Così per questa XX edizione, il Premio Malaparte, che oggi ha voluto ricordare anche il giornalista e storico giurato Giovanni Russo, scomparso il 25 settembre scorso, incorona ancora una donna, dopo Donna Tartt ed Elizabeth Strout, da quando, nel 2012 Graziella Buontempo ha ripreso la tradizione del Premio fondato nel 1983 da Alberto Moravia e da sua zia Graziella Lonardi Buontempo, riportandolo a Capri grazie al sostegno di Ferrarelle.
“Il premio ad Han Kang, ancora una donna, è vero - dice la Buontempo all’ANSA - È un caso, ma anche il segno che la voce femminile riesce finalmente ad avere spazio” nella letteratura contemporanea. Il tema del libro, prosegue, “è molto attuale. Di violenza sono purtroppo permeate le notizie che riceviamo tutti i giorni da ogni parte del mondo. ‘Atti umani’ è quasi un memoire, drammaticamente violento. Racconta di genocidi ed episodi terribili, che però non dobbiamo dimenticare. Il passato ci deve aiutare a rendere il futuro migliore”. Quanto al Malaparte, "raggiungere le venti edizioni è un traguardo. Ora guardiamo al futuro. Abbiamo già molti progetti dalla prossima, la XXI".

Fondamentale, anche quest’anno, il sostegno di Ferrarelle. “Continuiamo a collaborare e a investire - spiega all’ANSA Michele Pontecorvo Ricciardi, Responsabile Comunicazione e CSR Ferrarelle SpA - perché crediamo nel Premio e anche perché questa é la nostra maniera per restare al fianco dell’isola di Capri, vetrina importantissima per un business come il nostro. Investire in cultura è un ottimo modo, poi, per differenziarsi da una grande massa di competitor, che parlano tutti la stessa lingua e puntano tutto su pubblicità televisive martellanti sulla funzionalità del loro prodotto. Noi invece abbiamo scelto un modo completamente diverso per raccontare ai consumatori di Ferrarelle che nel nostro prodotto c’è molto valore aggiunto”.

Un impegno che prosegue e si differenzia. “La responsabilità sociale per Ferrarelle - conclude Pontecorvo Ricciardi - è per noi un settore prioritario. Oltre al Premio Malaparte, collaboriamo con il Fondo Ambiente Italiano che patrocina il Parco delle Sorgenti di Riardo, la Fondazione Telethon e, da poco, ultima arrivata ma bellissima, la Fondazione Quartieri Spagnoli a Napoli, che invito tutti a visitare perché è un posto magico”.

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