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La passione per i cavalli il tratto distintivo

SASSARI ANSAcom

Si chiama Cavalcata Sarda perché in origine, in segno di deferenza, i nobili sassaresi sfilavano nei loro abiti da festa in sella ai cavalli. “Far cavalcata” era l’espressione usata quando si decideva di organizzare un evento straordinario, per rendere omaggio a ospiti o a occasioni speciali. Questo la dice lunga sul rapporto unico tra la Sardegna e il cavallo, che è in realtà protagonista in tutte o quasi le principali manifestazioni laiche e religiose che ci celebrano nell’isola e che, più in generale, è patrimonio dell’identità culturale, sociale, produttiva e sportiva di moltissimi centri sparsi su tutto il territorio regionale. Ecco perché uno dei momenti più attesi, seguiti e spettacolari della Cavalcata Sarda è la corsa delle pariglie, che si celebra domenica 19 maggio alle 16 nell’ippodromo Pinna di Sassari.

La pariglia, in sardo “sa pariglia”, è una particolare corsa equestre, praticata soprattutto in Sardegna durante la quale i cavalieri, solitamente due o tre accostati uno all’altro, si esibiscono in evoluzioni acrobatiche e spericolate in groppa ai cavalli lanciati in una corsa sfrenata. Saranno nove i gruppi che quest’anno sfileranno davanti alle tribune assiepate di curiosi e appassionati, proponendo loro una serie di passaggi che richiedono straordinarie doti di destrezza, di abilità e di coraggio. Così come in occasione della Sartiglia di Oristano o di altre grandi feste con cui la Sardegna omaggia se stessa e le sue tradizioni, amazzoni e cavalieri vivono la pariglia come una vera sfida contro la fisica e la ragione pur di incantare il pubblico.

In collaborazione con:
Comune di Sassari

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