Libia: Di Maio a Berlino, Ue parli con una sola voce

Attesa per la conferenza che parte in salita dopo il blocco del petrolio da parte di Haftar

Alla conferenza di Berlino sulla Libia l'Italia chiederà che "l'Ue parli con una sola voce, di fermare la vendita di armi, di far rispettare le sanzioni previste dall'embargo delle Nazioni Unite". Lo ha annunciato su Facebook il ministro degli Esteri Luigi Di Maio che si trova nella capitale tedesca con il premier Giuseppe Conte.

"Un appuntamento importante, che vedrà riuniti allo stesso tavolo tutti gli attori di quella che consideriamo una vera e propria guerra per procura", ha sottolineato il titolare della Farnesina ribadendo che l'unica via d'uscita alla crisi in Libia "è quella del dialogo e della diplomazia e, in questa cornice, l'Unione Europea dovrà recitare un ruolo da protagonista".

"La risposta alla crisi libica non può essere un'altra guerra", ha sottolineato Di Maio che ha incontrato il ministro turco Mevlut Cavusoglu.

"Nel 2011 sono stati compiuti errori gravissimi. Li ricordiamo tutti. Il risultato di quell'intervento militare furono migliaia di vittime, nuovi flussi migratori e decine di nuove cellule terroristiche che oggi operano a poche centinaia di chilometri dalle nostre coste. Non possiamo più ripetere quegli errori", ha ribadito il ministro degli Esteri.

"Con la Conferenza di Berlino la diplomazia è di nuovo al centro, la conferenza rimette al centro la soluzione politica. Quando si dialoga attorno a un tavolo i Paesi Ue avanzano, quando c'è una guerra arretrano".

"Vari Paesi dell'Ue sono pronti a mettere in atto una missione di monitoraggio per far rispettare l'embargo. In Libia non devono entrare più armi. Nell'ambito dell'ombrello Onu e con precise regole sul cessate il fuoco e sullo stop alla vendita delle armi, penso che l'Italia possa far parte di una missione di interposizione".


   

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