Vincenzo Amendola, l'esperto esteri del Pd agli Affari europei

46 anni, napoletano, già sottosegretario con Alfano e Gentiloni

Al ministero per gli Affari Europei arriva Vincenzo Amendola (Pd), napoletano, 46 anni e un curriculum tutto centrato su una esperienza già lunga e consolidata nei principali dossier di politica estera che ha seguito nel partito e nel governo.
    Scelto nel giugno scorso come responsabile Esteri del Pd dal segretario Nicola Zingaretti, aveva già ricoperto lo stesso ruolo nella segreteria Renzi ed era stato sottosegretario agli Esteri quando alla guida della Farnesina c'era Angelino Alfano e poi ancora Paolo Gentiloni. Oltre alla delega per gli Italiani nel Mondo, Amendola ha avuto la competenza per le relazioni bilaterali con i Paesi dell'Europa, del Nordafrica, Medio Oriente e Corno d'Africa. Ha inoltre curato i rapporti con le Nazioni Unite.
    Già segretario dei Dem per la Campania tra il 2009 e il 2014, è sposato con la giornalista di origini marocchine Karima Moual dal 2013. Nello stesso anno è stato eletto deputato in Campania ed è poi stato nominato capogruppo Pd in Commissione Esteri e membro della delegazione parlamentare dell'assemblea Osce. Ad Amendola sono state affidate missioni assai delicate. E' stato il primo membro del governo ad andare in Egitto un anno e mezzo dopo la morte di Giulio Regeni a seguito del ritorno dell'ambasciatore italiano al Cairo. Ed è stato lo stesso Amendola a presentare a Vienna all'Assemblea Parlamentare dell'Osce le priorità della presidenza italiana per il 2018, ricordando le parole chiave "Dialogo, Ownership, Responsabilità, ingredienti basilari per rilanciare lo spirito di Helsinki, nella convinzione che il dialogo e l'impegno responsabile di tutti siano fondamentali per la nostra sicurezza".
    In una fase in cui l'Europa torna ad essere un orizzonte strategico, nelle mani di Amendola c'è la responsabilità di dimostrare a partner come Angela Merkel ed Emmanuel Macron che l'Italia, Paese fondatore dell'Unione, non ha intenzione di abdicare alla sua centralità e farà sentire la sua voce su tutti i temi chiave, ma lungo linee condivise e senza sterili deragliamenti.
   

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