Copyright: gli editori a Strasburgo, dite sì alla Direttiva Ue

Il voto a fine marzo: 'L'Europa ha bisogno di stampa libera'

La società digitale "ha bisogno di una stampa libera e diversificata": a pochi giorni dal voto del Parlamento Europeo, atteso per la fine di marzo, editori e giornalisti di tutta Europa rinnovano il loro appello per il via libera alla direttiva sul copyright, frutto di un dibattito durato quasi tre anni. Centinaia le firme di editori, amministratori delegati, direttori di testata, corrispondenti, di centinaia di testate, dal cartaceo al web dalla tv alla radio, con decine e decine di paesi coinvolti, dall'Austria alla Repubblica Ceca, dalla Croazia alla Finlandia. Lunghissimo l'elenco delle firme italiane continuamente aggiornato, che conta vertici ed esponenti di tutte le testate, dal Corriere della Sera e Repubblica, La Stampa, i giornali locali. Tra le adesioni anche quella dell'Agenzia ANSA con tutti i suoi vertici.

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La proposta di legge europea, ricorda l'appello, "consentirebbe a media e artisti di ricevere una parte dei ricavi online generati dalle loro opere. Fino ad ora, solo i giganti del web hanno prevalentemente beneficiato di tali ricavi". È una questione "cruciale per la stampa, gli artisti, la democrazia e la cultura". Un appello che punta a smascherare il fake nascosto dietro alla martellante campagna di questi mesi da parte di chi invoca la libertà del web sostenendo che una legge sul diritto d'autore costringerebbe gli utenti a pagare per accedere a Internet o per scambiare i file. Nella proposta di Direttiva Ue, si ribadisce nell'appello, "solo alle principali piattaforme di Internet con entrate ingenti sarà richiesto di pagare media, artisti e autori".

Per le grandi piattaforme che incassano decine di miliardi di dollari l'anno, si tratterebbe di "pagare qualche centinaio di milioni ai creatori di contenuti" il che, sottolineano i firmatari dell'appello, "non firmerebbe la loro condanna a morte cosi come il pagamento di un importo minimo di tasse in Europa". Un falso, si fa notare, anche l'allarme censura: "Se gli articoli o le canzoni dovessero scomparire dal web, dipenderà solamente da una scelta delle principali piattaforme". L'Ue è un mercato che i giganti di Internet "non possono ignorare". Se la direttiva non venisse approvata, denunciano ancora i firmatari, sarebbe una minaccia per la stampa libera e per le democrazie. "Dobbiamo essere protetti dalla disinformazione, dalla manipolazione dell'opinione pubblica, dalla propaganda di Stato e dalle lobby finanziarie. Sì, c'è bisogno di una democrazia vivace - conclude l'appello - Ma per questo abbiamo bisogno di giornalisti indipendenti che possano vivere del loro lavoro".

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