• Mattarella e il ricordo di Marco Biagi: "Br sconfitte dall'unità del nostro popolo "

Mattarella e il ricordo di Marco Biagi: "Br sconfitte dall'unità del nostro popolo "

Il giuslavorista fu ucciso perché "nel loro folle disegno chi voleva cucire era un ostacolo"

"Le Brigate Rosse sono state sconfitte nella nostra società, dall'unità del nostro popolo a noi rimane il dovere della memoria, della memoria di chi è rimasto vittima perché impersonava, interpretava, un ruolo di cucitura, di valorizzazione della coesione sociale". Lo ha detto il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, intervenendo, a Modena, al convegno organizzato dalla Fondazione Marco Biagi in ricordo del giuslavorista ucciso a Bologna, il 19 marzo 2002, dalle nuove Brigate Rosse

   Di fronte a quanto accaduto 17 anni fa "è molto importante che la Fondazione" a lui intitolata "abbia scelto, anno per anno, di ricordare Marco Biagi sviluppando le tematiche della sua riflessione dei suoi studi perché questo è il modo per sviluppare la strada, il percorso che Brigatisti volevano ostruire".  

    "Per questo - ha proseguito - ringrazio molto la Fondazione per quanto svolge, rinnovo un saluto particolarmente intenso e di inalterata solidarietà alla signora Marina Orlandi, a Francesco Biagi e a Lorenzo Biagi e esprimo loro la riconoscenza della Repubblica per quel che Marco Biagi ha fatto nella sua vita".

   "Marco Biagi era un uomo di dialogo - ha ricordato Mattarella -, era un docente che amava l'insegnamento e il suo rapporto e confronto con gli studenti. Uno studioso che approfondiva i temi della sua disciplina, avvertendo con grande consapevolezza che quell'equilibrio mirabile disegnato dalla nostra Costituzione richiede che ci si preoccupi costantemente di evitare che nascano ferite nella coesione sociale. E intervenire costantemente per sanarle, ridurre le fratture sociali e per rimuoverle".

   "Per questo - ha proseguito - i brigatisti assassini lo hanno ucciso. Nel loro folle disegno di esasperare le contrapposizioni e le tensioni chi si preoccupava di cucire, di legare, di far crescere la coesione sociale era un ostacolo. Così come è stato per altri persone e docenti, da Enzo Tarantelli e Massimo d'Antona. Anche loro giuslavoristi - ha concluso Mattarella - o per altri docenti, studiosi profondi e miti come Roberto Ruffilli in questa regione".

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