Affido: da Milano a Roma, le piazze contro Ddl Pillon

Zingaretti, come Medioevo. Salvini, punto partenza migliorabile

Uno no netto al ddl Pillon. Per questo motivo oggi le piazze di molte città italiane, da Milano a Napoli, fino a Palermo, si sono idealmente unite per chiedere che "non venga approvato. Ha una impostazione maschilista". Visione respinta dal ministro dell'interno e vicepremier Matteo Salvini, che dice "assolutamente no. La riforma dell'affido condiviso e del diritto di famiglia è una delle mie priorità. Tutto è migliorabile, ma la riforma del diritto di famiglia è assolutamente fondamentale".

Nella manifestazione di Roma, che si è conclusa con 'Bella Ciao', in piazza Madonna del Loreto erano centinaia le donne che hanno partecipato. le militanti di 'Non una di meno' vestite di rosso come le protagoniste della serie tv 'Handmaid's Tale‎', ambientata in una società del futuro maschilista e patriarcale. Dal palco i vari interventi delle associazioni femminili e non solo, tra cui una 'papessa': "Ci vogliono ancelle - ha detto la donna vestita da pontefice - il ddl Pillon è una vendetta nei nostri confronti e noi lo bloccheremo". E per il presidente della Regione Lazio Nicola Zingaretti che stamattina ha partecipato al presidio organizzato a Roma contro il testo di legge su separazione e affidi, "l'impostazione culturale del ddl Pillon è un salto indietro nel medioevo perché spesso nelle relazioni familiari c'è molto dolore: dobbiamo impedire che cresca e diventi un dramma". Zingaretti ha sottoscritto al banchetto in piazza la petizione per il ritiro del ddl.

E a Milano associazioni, partiti, sindacati e cittadini si sono riuniti in piazza della Scala. "Nessuno dica che questa proposta di legge deve essere modificata - afferma Pierfrancesco Majorino, assessore alle Politiche sociali della Giunta Sala - deve, invece, essere cancellata completamente dato che non è in grado di affrontare il tema vero del sostegno ai genitori che si separano. Il timore è che si tratti di un primo passo teso a smontare decenni di diritti sociali".

Stessa lunghezza d'onda della piazza di Napoli dove il comitato 'No Pillon' pensa che il decreto "comprometterebbe anni di battaglie e di sacrifici: li vanificherebbe. Va ritirato, non modificato". Non uno dei punti del disegno di legge può esser "accettato".

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