Conte punta su Trump e lo vuole a conferenza Libia

Rinnovato feeling con leader Usa. Ma Macron: 'Si voti subito'

Rinsaldare il "feeling" con Donald Trump, per rafforzare il ruolo dell'Italia sul dossier Libia. Giuseppe Conte coglie l'occasione di un pranzo all'Onu e del cerimoniale che gli assegna il posto accanto al presidente Usa, per provare a segnare un punto per l'Italia cruciale. "Hi Donald, how are you?", esordisce Conte, accolto da una calorosa stretta di mano. Portare Trump (o almeno il segretario di Stato Mike Pompeo) alla conferenza sulla Libia, in programma in Sicilia a novembre, sarebbe un colpo grosso per il governo.
    "Giuseppi" prova a capitalizzare il buon rapporto costruito con Donald. Una risposta difficilmente arriverà prima del 6 novembre, dal momento che - spiegano fonti diplomatiche italiane - fino ad allora il presidente Usa avrà in mente solo le elezioni di Midterm. Ma alla fine del pranzo, nelle chiacchiere tra una portata e l'altra, la convinzione del premier italiano è avere confermato l'asse che, su immigrazione e Libia, dopo l'incontro di luglio alla Casa Bianca, gli permise di parlare di una "cabina di regia" Italia-Usa. Sulla Libia, però, pesa la distanza dell'Italia a Francia.
    Macron, che a New York con Trump ha avuto un colloquio bilaterale, all'Assemblea generale ribadisce che "solo" organizzare elezioni subito a Tripoli "puo' accelerare la strada verso una soluzione duratura". Il presidente francese sollecita l'Ue a essere "unita" su questo obiettivo. Ma Conte tiene ferma la linea del suo governo: l'obiettivo sono le elezioni, ma a tempo debito, senza accelerare, dopo aver coinvolto tutti gli attori libici, a partire dalla conferenza di novembre, probabilmente a Sciacca. Mentre Conte debutta al Palazzo di Vetro, da Roma emergono nuove tensioni con il Mef e la Ragioneria generale dello Stato, che complicano la preparazione del Def, atteso in settimana in Cdm. Delle linee della manovra e le riforme del governo il premier parlerà domani in due incontri con il fondo BlackRock e con il Nyse. Ad accompagnare il premier non c'è il portavoce Rocco Casalino ma a chi domanda se l'assenza sia legata all'audio diffuso nei giorni scorsi in cui Casalino attaccava i tecnici del ministero, da Palazzo Chigi replicano che il portavoce è impegnato a Roma proprio a seguire da vicino la comunicazione del dossier manovra. Tra l'altro, fanno notare, Casalino era assente anche al vertice di Salisburgo, prima che scoppiasse "il caso".
    Nel suo primo intervento all'Onu, intanto, Conte conferma l'impegno italiano per "un'azione riformatrice che porti le Nazioni Unite a istituzioni più trasparenti e vicine ai cittadini, con un approccio inclusivo ai processi di pace, sviluppo economico e sostenibile", inclusa l'attenzione all'ambiente. E' un approccio multilaterale, quello che Conte conferma nel giorno in cui Trump torna invece a "rigettare" il "globalismo" ed esaltare il "sovranismo". Il premier rivendica in questa chiave il ruolo "fondamentale" dell'Italia nelle missioni di pace e per la stabilità: il nostro Paese, sottolinea, è il "primo contributore di caschi blu tra i Paesi occidentali e uno dei sostenitori finanziari più generosi per le missioni". E' il momento, propone Conte, di aumentare il numero e il ruolo delle donne in quelle missioni: la loro azione potrebbe "rafforzare la fiducia con le popolazioni locali".
   

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