Avvocato Giuggioli: "Da Cassazione compromesso"

Docente di diritto privato e legale nella causa di separazione di Belrusconi: "Ok principio solidarietà ma resta discrezionalità"

Il pronunciamento delle sezioni Unite della Cassazione relativo all'assegno di divorzio è "una soluzione di compromesso" rispetto ai due orientamenti opposti. Se da un lato prosegue nel solco della Grilli-Lowenstein dall'altro introduce alcuni aspetti positivi nel diritto di famiglia come la valorizzazione della solidarietà economica post-coniugale laddove sia realmente esistente una necessità.
    Lo sostiene l'avvocato Pier Filippo Giuggioli, docente di diritto privato comparato all'Università Statale di Milano e anche legale di Silvio Berlusconi nella causa di separazione prima e di divorzio poi da Veronica Lario alla quale la Corte d'Appello di Milano ha revocato l'assegno divorzile da un milione e 200 mila euro. - Professore, le sezioni unite hanno introdotto in relazione all'assegno di divorzio un parametro cancellato dalla Grilli, quello del contributo dato dall'ex coniuge alla formazione del patrimonio familiare. Che lettura dà di questa modifica? L'interpretazione varata dalla Corte impone una verifica del contributo dato da entrambi i coniugi nel corso del matrimonio proprio al fine di valorizzare i principi di auto responsabilità affermati dalla sentenza Grilli. Ciò che è richiesto al Giudice è di valutare se le condizioni economiche delle parti siano il frutto di un modello relazionale di coppia adottato nel corso del matrimonio al fine di evitare gli abusi derivanti dall'applicazione della sentenza Grilli, come il caso del coniuge che si trovi sprovvisto di mezzi economici e di possibilità reddituali per precise scelte familiari.
    - Cosa concorre, a suo parere, nella valutazione delle potenzialità future di un coniuge dopo il divorzio? Uno degli aspetti "nuovi" presi in considerazione dalla Corte riguarda l'età del coniuge richiedente ciò in relazione alle capacità del medesimo di ricollocarsi nel mondo del lavoro a seguito della cessazione del matrimonio. In tale ottica, la sentenza delle Sezioni Unite appare più in continuità col principio di auto responsabilità affermato dalla Grilli, piuttosto che con l'interpretazione tradizionalistica del tenore di vita.
    - Secondo lei viene valorizzato il lavoro di chi si occupa di casa e figli? A mio avviso, non costituisce un parametro immediato, bensì acquista valore laddove il modello relazionale coniuge- lavoratore e altro coniuge deputato alla cura della famiglia possa comportare, a seguito del divorzio, una limitazione alla capacità di autodeterminazione del coniuge, intesa come capacità di crearsi una nuova dimensione occupazionale foriera di reddito.
    - Tirando le somme, cosa ne pensa della sentenza in generale? Che novità introduce nel diritto di famiglia? La soluzione adottata dalla Corte è di compromesso rispetto agli opposti orientamenti inizialmente in contesa. L'aspetto senz'altro positivo è che è di perequazione. Tale soluzione, tuttavia, sacrifica ancora una volta le esigenze di certezza e prevedibilità del diritto, rimettendo alla discrezionalità del Giudice la valutazione delle condizioni per la concessione dell'assegno sulla base di criteri scarsamente oggettivi.
    (ANSA).
   

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA
TI POTREBBERO INTERESSARE ANCHE:

Video ANSA