Contratto: ecco i nodi in "codice rosso" risolti

Dall'euro alla flat tax, dal condono alle fondazioni-partiti

Nell'accordo di governo tra Lega e M5s sono quasi una quindicina i punti che il tavolo tecnico, che ha concluso ieri sera i lavori, ha demandato all'esame dei leader politici. Sono previsioni di intervento evidenziate in rosso e che, si legge sul frontespizio del contratto, "necessitano di un vaglio politico primario".

Molti di questi nodi sono stati superati anche se nel nuovo testo non è chiaro se le parti non corrette sono ancora da rivedere o se hanno passato il vaglio.

Ecco le questioni in ballo e quali e come sono state corrette.

- Unione europea: è segnata in rosso la previsione di "ridiscussione dei trattati dell'Ue e del quadro normativo principale": nell'ultimo testo non ci sono cambiamenti così come non ci sono nella parte, che era segnata da controllare, in cui si valuta il depotenziamento degli organismi europei "privi di legittimazione democratica".

- Euro: la postilla segnata in rosso è quella che include la "politica monetaria unica" tra le questioni da rivedere, insieme ai partner europei, nella governance economica. Al momento non si evidenziano correzioni.

- La previsione di un "appropriato ricorso al deficit" per finanziare il programma di governo, oltre che con una "gestione del debito" e tagli agli sprechi era il punto segnato in rosso: ora nel capitolo si precisa che tale azione avverrà "attraverso la ridiscussione dei Trattati dell'UE e del quadro normativo principale".

- Flat tax: di fatto scompare prevedendo due aliquote al 15% e al 20% per persone fisiche, partite Iva, famiglie (che si avvantaggiano di una deduzione fissa di 3 mila euro) e società. Inizialmente per le imprese era prevista un'aliquota unica al 15%.

Pace Fiscale. Per evitare "finalità condonistica" è allo studio una proposta rivolta esclusivamente ai soggetti in comprovata ed eccezionale situazione di difficoltà economica. Il paragrafo resta lo stesso ma è sparita la dizione "introdurre la proposta".

- Giustizia: i dubbi erano sulla riforma della prescrizione. Il passaggio allo stato è rimasto.

- Migranti: si dibatte sul fatto che i centri di permanenza finalizzati al rimpatrio degli irregolari debbano esser dislocati in ogni regione. La previsione è rimasta ma rispetto al testo dei tecnici di ieri è stato precisato che tali centri dovranno garantire "la tutela dei diritti umani".

- Moschee. Altra questione da dirimere è legata ai centri di culto, alla tracciabilità dei finanziamenti per la loro costruzione, al registro dei ministri di culto: nella bozza di questa mattina scompare la previsione sullo svolgimento delle prediche in italiano.

- Famiglie: per gli asili nido, è in dubbio l'inclusione delle le famiglie di stranieri residenti da almeno 5 anni in Italia.

- Reddito di cittadinanza: il punto in discussione era l'arco temporale dopo il quale decade il beneficio in caso di rifiuto del lavoro offerto. Resta, allo stato, l'indicazione di due anni.

- Partiti: si tratta sulla previsione di norme sulla trasparenza dei finanziamenti alle fondazioni a questi collegate. Il passaggio al momento resta invariato.

- Riforme: sub judice anche la previsione di cancellazione della regola del pareggio di bilancio. Al momento resta.

- Tav: 'codice rosso' per la previsione di blocco dell'opera. La parte non è stata corretta.

- Terzo Valico: si discute sulla previsione di completamento. La dizione non contiene ancora nessuna correzione.

- Disabili: nell'ultimo documento è stata aggiunta la previsione dell'innalzamento dell'indennità di invalidità civile al livello della pensione sociale.

- Nella nuova versione del testo entrano, tra l'altro, nuovi capitoli come la chiusura dei campi nomadi irregolari.

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