De Bortoli, Ferrario e Gratteri finalisti del Premio Caccuri

La cerimonia il 10 agosto nella località calabrese

Ferruccio de Bortoli con 'Poteri forti (o quasi)' Ed. La nave di Teseo, Tiziana Ferrario con 'Orgoglio e pregiudizi' Ed. Chiarelettere e Nicola Gratteri con 'Fiumi d'oro. Come la 'ndrangheta investe i soldi della cocaina nell'economia legale' Ed. Mondadori sono i tre finalisti del Premio Letterario Caccuri che sarà consegnato il 10 agosto in Calabria a Caccuri, località della Sila crotonese.
    Il prestigioso riconoscimento, promosso dall'Accademia dei Caccuriani, consiste in un premio in danaro (anche per gli altri due finalisti) oltre che nella Torre d'argento forgiata dal maestro orafo Michele Affidato.
    Il coraggio delle donne e la battaglia contro la discriminazione, i retroscena del potere e il giornalismo come strumento di analisi sociale e la legalità sono i temi principali dell'edizione 2018.
    I tre i saggi, selezionati da un comitato scientifico presieduto dallo storico Giordano Bruno Guerri, saranno votati da una giuria popolare e da una nazionale, composte in totale da 110 giurati (30 i nazionali e 80 gli accademici).
    Il palmares delle precedenti edizioni annovera Pino Aprile, Roberto Napoletano, Barbara Serra, Claudio Martelli, Gianluigi Nuzzi e Antonio Padellaro.
    Si attribuiscono inoltre riconoscimenti speciali per la narrativa, il giornalismo, la musica, l'economia e, più in generale, l'entertainment. Non soggetto a voto delle due Giurie il Premio speciale Alessandro Salem attribuito ai talenti del Paese e assegnato nelle precedenti edizioni a Paolo Mieli, Carmen Lasorella, Antonio Azzalini e Michele Placido.
   

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