• L'analisi/ 27 marzo: trincea premiership ma Lega-M5s lavorano per Governo legislatura

L'analisi/ 27 marzo: trincea premiership ma Lega-M5s lavorano per Governo legislatura

Incontri tra leader ci saranno già prima delle consultazioni al Quirinale

Il duello sulla premiership blocca l'intesa tra Lega e Cinque stelle. Luigi Di Maio e Matteo Salvini, in attesa della riflessione pasquale, sono entrati in trincea su chi dovrà guidare un eventuale Governo. Ma la volontà di andare avanti c'è, eccome. Oggi il leader della Lega ha fatto sapere che si lavora ad un accordo pieno, di legislatura. Di conseguenza la soluzione minima, cioè un Governo a tempo per portare a casa Finanziaria e riforma della legge elettorale, rimane una subordinata sia per Salvini che per Di Maio. Che forse preferirebbero entrambi, in caso di fallimento della mediazione, tornare a votare immediatamente già a ottobre. Di Maio tiene il punto sulla premiership ma annuncia che prima delle consultazioni cercherà di riprendere in mano il pallino del gioco incontrando tutti i leader in campo. A partire da Salvini.

Mentre il Parlamento è ormai quasi del tutto costituito, si è in attesa dell'avvio delle consultazioni. Venerdì si conoscerà il calendario e da questo si sapranno già due cose importanti: se il centrodestra si presenterà a Sergio Mattarella alla spicciolata (come sembra) e la velocità che il Colle vuole imprimere alle consultazioni. Al Quirinale non c'è proprio fretta visto che si assiste con interesse all'evoluzione del quadro politico. Infatti le consultazioni potrebbero partire non il martedì dopo Pasqua ma mercoledì. Tempo utile per far incontrare le parti. E potrebbero essere scadenzate lentamente nella prossima settimana. Non è certo casuale che proprio Di Maio abbia ringraziato il presidente per "non mettere fretta" alla politica e oggi Salvini abbia già vaticinato in fine aprile la data minima per poter realizzare un esecutivo. Anche perchè, nella Lega lo si ha ben presente, il 29 aprile ci sono le regionali del Friuli Venezia Giulia. Occasione ghiotta per ribadire a Forza Italia chi comanda nel nord.

Intanto si sono composti, non senza difficoltà, i capigruppo dei vari partiti, snodo propedeutico all'elezione dei vicepresidenti che si concluderà giovedì. Forza Italia ha scelto Anna Maria Bernini al Senato e Mariastella Gelmini alla Camera, mentre Giulia Grillo è capogruppo dei Cinque Stelle alla Camera e Danilo Toninelli al Senato. Il Pd ha puntato su Andrea Marcucci al Senato e Graziano Delrio alla Camera. Una scelta frutto di una mediazione tra Renzi e Martina che non è sgradita all'opposizione. Si avvicina poi un altro appuntamento che può diventare una cartina di tornasole dei rapporti tra Lega e Pentastellati: l'arrivo del Def, elaborato dal Governo, ma sul quale potrebbero piovere delle risoluzioni dei diversi schieramenti. Già si parla di un patto di non belligeranza tra Salvini e Di Maio che hanno confermato un faccia a faccia la prossima settimana. Forse, e sarebbe molto utile al presidente, prima di salire al Quirinale.
   

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