Banche: sì a audizione Ghizzoni ed ex ministri Tesoro

Dem contro De Bortoli: 'Falso che non vogliamo che sia audito'

La commissione di inchiesta sulle banche chiamerà in audizione l'ex a.d di Unicredit Federico Ghizzoni e gli ex ministri dell'Economia Giulio Tremonti, Vittorio Grilli e Fabrizio Saccomanni prima di Natale. Lo ha detto il componente della Commissione, Paolo Tancredi di Ap, lasciando la riunione dell'ufficio di presidenza. Per quanto riguarda le audizioni degli ex numeri uno di Bpvi, Gianni Zonin, e Veneto Banca, Vincenzo Consoli, la decisione sarà presa domani, ha aggiunto Tancredi.

Il Pd in giornata era andato all'attacco di De Bortoli che aveva ipotizzato che i Dem fossero contrari all'audizione di Ghizzoni. "Mi dispiace per il direttore De Bortoli - ha scritto Matteo Orfini su Facebook - che, come riportano le agenzie, ieri sera era in tv a dire che il Pd si oppone all'audizione di Ghizzoni, nonostante il Pd in realtà abbia fatto esattamente il contrario. Mi pare evidente che ha un rapporto travagliato con la verità, e sono certo che nella prossima puntata Bianca Berlinguer troverà modo di spiegare ai suoi spettatori che quella di De Bortoli era una bugia bella e buona".  

"Noi, a differenza di altri - continua Orfini - non abbiamo nulla da nascondere. E qui sta il punto. Noi non poniamo veti, nemmeno su richieste palesemente strumentali. Altri li hanno posti alle nostre che erano tutt' altro che strumentali. Oggi noi pretendiamo, nel nome della massima trasparenza e della ricerca della verità, che quei veti cadano". "Tutti dicevano che non avremmo mai istituito una commissione d'inchiesta sulle banche. E noi l'abbiamo istituita. Tutti dicevano che si sarebbe riunita a singhiozzo. E noi l'abbiamo fatta riunire con una frequenza mai vista prima. Tutti dicevano che non avremmo consentito di approfondire la vicenda del Monte dei Paschi. E noi abbiamo approfondito tutta la storia di quella banca e continueremo a farlo. Tutti dicevano che non saremmo mai arrivati a parlare di Etruria. E noi siamo arrivati a parlare di Etruria, dimostrando che la bancarotta non nasce dal Pd come sa perfettamente chi mantiene un minimo di onestà intellettuale", spiega Orfini.
   

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