• Biotestamento e ius soli, testa a testa al Senato - COSA PREVEDONO I TESTI

Biotestamento e ius soli, testa a testa al Senato - COSA PREVEDONO I TESTI

Provvedimenti in attesa di approvazione al Senato nell'ultimo scorcio di legislatura

E' 'testa a testa' al Senato sulle leggi sul biotestamento e lo ius soli che potrebbero essere approvate nell'ultima finestra possibile prima della fine della legislatura, dopo l'ok alla manovra. Anche se le chance di approvazione sembrano più alte per il provvedimento sul fine vita per il quale dovrebbero essere garantiti i voti di M5s. Più complicato il destino, invece, per lo ius soli perché, al Senato, i numeri continuano a latitare: oltre ad Ap, è contrario il gruppo Autonomie mentre il M5S si asterrà e oggi Silvio Berlusconi parla di "legge sbagliata".

Qualcosa di più si dovrebbe capire, comunque, con la capigruppo di palazzo Madama che dovrebbe essere convocata per martedì prossimo. Anche se, qualora venisse calendarizzato, complice la settimana corta (con il ponte dell'Immacolata), il clou del dibattito sul fine vita dovrebbe esserci a metà dicembre.

Ecco il percorso e il contenuto dei due provvedimenti.

BIOTESTAMENTO: Il testo sulle 'disposizioni anticipate di trattamento' è composto di cinque articoli e regolamenta le decisioni sul fine-vita. L'articolo 1 regola il consenso informato del fine vita. In base al testo 'il medico, avvalendosi di mezzi appropriati allo stato del paziente deve adoperarsi per alleviarne le sofferenze, anche in caso di rifiuto o di revoca del consenso al trattamento sanitario indicato dal medico'. Inoltre, 'nel caso di paziente con prognosi infausta a breve termine o di imminenza di morte, il medico deve astenersi da ogni ostinazione irragionevole nella somministrazione delle cure'. Nel testo resta un'altra norma dal forte impatto: le cliniche private, ed in particolare quelle cattoliche, convenzionate con il sistema sanitario nazionale, non potranno chiedere alle Regioni di essere esonerate dall'applicazione delle norme sul biotestamento "non rispondenti alla carta di valori su cui fondano i propri servizi". Avanza così dopo anni di ostacoli il provvedimento dopo più di 10 anni dalla morte di Pier Giorgio Welby e il clamore degli italiani andati in Svizzera con Marco Cappato e Mina Welby, indagati ieri per istigazione al suicidio. La prima parte riguarda il consenso informato del paziente cosciente, e quindi capace di esprimere direttamente le proprie volontà sulle cure; la seconda parte le Dat, direttive anticipate di volontà.

IUS SOLI: Il testo contiene lo "Ius soli soft" che consentirà ai figli degli immigrati nati in Italia di ottenere la cittadinanza nel rispetto di alcuni paletti. In base alle nuove regole, i minori stranieri nati in Italia o residenti da anni nel Paese potranno ottenere la cittadinanza italiana, purché rispettino alcune condizioni come la frequenza scolastica o la residenza nel Paese da più anni da parte di uno dei genitori. Rispetto allo ius soli classico (quello adottato negli Usa e in molti paesi del Sudamerica che attribuisce la cittadinanza del Paese a chiunque nasce sul suolo nazionale), lo "Ius soli soft" pone alcune condizioni all'ottenimento della cittadinanza. I bambini figli di stranieri che nascono in Italia acquisiscono la cittadinanza se almeno uno dei due genitori "è residente legalmente in Italia, senza interruzioni, da almeno cinque anni, antecedenti alla nascita" o anche se uno dei due genitori, benché straniero, "è nato in Italia e ivi risiede legalmente, senza interruzioni, da almeno un anno". La cittadinanza italiana verrebbe assegnata automaticamente al momento dell'iscrizione alla anagrafe. I minori nati in Italia senza questi requisiti, e quelli arrivati in Italia sotto i 12 anni - in base al testo - potranno ottenere la cittadinanza se avranno "frequentato regolarmente, per almeno cinque anni nel territorio nazionale istituti scolastici appartenenti al sistema nazionale di istruzione o percorsi di istruzione e formazione professionale idonei al conseguimento di una qualifica professionale". I ragazzi arrivati in Italia tra i 12 e i 18 anni, infine, potranno avere la cittadinanza dopo aver risieduto legalmente in Italia per almeno sei anni e aver frequentato "un ciclo scolastico, con il conseguimento del titolo conclusivo".

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