Berlusconi: 'Alle politiche io comunque in campo'

'Salvini prorompente ma tratta con buon senso. Se Bossi vorrà candidarsi la Lega non potrà dire di no'

Alle politiche "io sarò in campo: farò la punta se sarò candidabile, senno farò l'allenatore. Fi avrà sia più seggi sia più voti". Lo ha detto Silvio Berlusconi a Porta a Porta. 

"Io da tempo sono amico di Bossi. Avevamo iniziato il nostro rapporto male perchè aveva creduto a Scalfaro. Credo che la Lega, se Bossi vorrà candidarsi, non potrà fare a meno di candidarlo".

"Salvini ha un suo modo di agire, è un personaggio che nella comunicazione certe volte è troppo prorompente. Ma quando si siede a un tavolo è sempre razionale e dimostra buon senso". "Non ho alcuna preoccupazione su un accordo in coalizione. Non siamo concorrenti ma alleati", conclude. Berlusconi spera di replicare nel Lazio il successo delle Regionali in Sicilia: "Musumeci si è rivelato un ottimo candidato e abbiamo vinto perchè siamo riusciti a mettere insieme tutti i moderati ed i cattolici in campo. Lo faremo anche per le Politiche e non guardo con particolare preoccupazione al momento degli accordi".

Per distribuire i collegi "si farà un assegnazione percentuale uguale a quello che i sondaggi dichiarano delle forze in campo. Credo che l'unico modo corretto sia prendere i sondaggi di 3-4 case e vedere le percentuali. Altra cosa è il fatto di decidere se quel collegio va alla Lega a Fi o a Fdi. Ho proposto di considerare il miglior candidato possibile. Ogni volta, per ogni collegio, si deciderà quale sarà il migliore".

"Spero prima delle elezioni di presentare la squadra di governo con cui vinceremo con una forte maggioranza".

"Ci sono motivi oggettivi per spostare in avanti la data delle elezioni per la concomitanza di Politiche, regionali, e comunali. Il fatto di non fare tutto nella stessa giornata comporterebbe 500 milioni di spese in più. Se dovessi decidere da solo indipendentemente dal mio tornaconto sceglierei per l'election day. Ma la decisione spetterà alla saggezza del Capo dello Stato".

"Io lascerei alla responsabilità e alla coscienza dei medici e dei familiari la decisione". A chi gli chiede se, dunque, egli sia contro la legge sul biotestamento, Berlusconi risponde "Si'".

 

 

   

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