Pd: Renzi: "O vincono populisti o vinciamo noi"

Il segretario manda anche segnali alla sinistra: "Stop ai litigi, la sinistra alla Bertinotti fa vincere la destra"

"O vincono loro, i populisti, quelli che urlano, o vinciamo noi. E per evitare che vincano dobbiamo evitare di rispondere alle provocazioni. Ci insulteranno nei comizi e noi dovremo sorridere di più. Litigheranno in tv e noi dovremo studiare di più. Cercheranno di nascondere i nostri risultati". Lo dice il segretario del Pd Matteo Renzi chiudendo la festa nazionale dell'Unità.

"Noi non siamo dipendenti di un'azienda privata che fa software, ma cittadini di un Paese che si chiama Italia. Non scegliamo il capo sulla base di un principio dinastico: se ne va il padre e arriva il figlio. Ma scegliamo il leader sulla base di un principio democratico, votano in milioni a casa nostra", afferma ancora Renzi

Il leader Pd attacca anche la "presunta sinistra che ha tradito la ditta per risentimento".  "C'è qualcuno alla nostra sinistra o presunta tale - ha detto - che ci ha educato alla bandiera, ditta e alla prima occasione ha lasciato la bandiera e la ditta per un risentimento personale che non ha ragione di esistere. A questo risentimento rispondiamo con il sentimento di una politica diversa. Per essere di centrosinistra si deve fare di più ma il primo modo è creare crescita e benessere, non fare i convegni".  "Siamo disponibili a prendere lezioni da tutti su cos'è la sinistra - ha detto ancora Renzi -. Ma la nostra sinistra è quella di Obama da cui saremo il 31 ottobre e 1 novembre a Chicago. Non è la sinistra rivendicativa e vendicativa, non la sinistra di Bertinotti che ha rotto il patto di governo e ha fatto vincere la destra. C'è chi segue Obama e chi segue Bertinotti".

Il segretario ha chiesto, quindi, al Pd di fermare i litigi. "Usciamo dalla modalità litigio, anche sui territori ma soprattutto a livello nazionale. E' l'ora di finirla con discussioni interne che lasciano il tempo che trovano, quando fuori da noi c'è il rischio di perdere l'occasione di cambiare il Paese. La modalità litigio e divisione tenetela per dopo le elezioni, ora siamo in modalità campagna elettorale". 

RIPRODUZIONE RISERVATA © Copyright ANSA