Legittima difesa, via libera della Camera. Salvini protesta

Intesa Pd-Ap ma Forza Italia si sfila: "Testo inadeguato"

Primo via libera alle nuove norme che rafforzano la legittima difesa specificando anche la circostanza dell'aggressione notturna, tradotta liberamente nella possibilità di poter "sparare" anche di notte in caso di attacco. Si tratta di un'aggiunta alle norme già esistenti che definiscono meglio proprio gli episodi di legittima difesa, dando ulteriori garanzie a chi si difende se costretto a usare le armi in alcune ore della giornata.

La Camera, tra le polemiche del centrodestra (con il leader della Lega Nord Matteo Salvini che gridava "vergogna" dalla tribuna) ha espresso 225 sì, 166 no e 11 astenuti. A votare contro, tutto il centrodestra (anche Forza Italia che ieri aveva inizialmente dato disponibilità a trovare un'intesa con il Pd), i partiti di sinistra ed il Movimento Cinque Stelle. Via libera invece dai Dem e Alternativa Popolare. Proprio l'accordo raggiunto con il partito di Angelino Alfano ha permesso la fumata bianca, nonostante il fronte compatto delle opposizioni. La ritrovata intesa dentro la maggioranza consente al disegno di legge, che ora passerà all'esame di Palazzo Madama, di poter avere un iter meno a rischio, visti i numeri risicati della coalizione di governo nella Camera Alta.

A segnare la 'svolta' è stato l'accordo raggiunto dopo ore di trattative sulla possibilità per una vittima di poter ricorrere all'uso delle armi per difesa nella propria abitazione o negozio fermo restando la necessità di proporzione tra difesa e offesa e l'attualità del pericolo". Un punto di caduta su cui inizialmente aveva dato il suo assenso anche Forza Italia. Ma il rischio che gli azzurri rimanessero isolati su un tema sensibile ha fatto suonare le sirene di allarme ad Arcore tanto che ad annunciare il cambio di strategia degli azzurri ci ha pensato Silvio Berlusconi annunciando il no del suo partito al disegno di legge. Il fronte compatto delle opposizioni però non ha impedito alla maggioranza di poter incassare il primo via libera. Un'approvazione andata in scena tra sit in di protesta in piazza organizzati dalla Lega e da Fratelli d'Italia e con le urla di Matteo Salvini dalla tribuna di Montecitorio: "E' una vergogna - dice il leader del Carroccio - Questa legge è l'ennesimo affronto di un governo clandestino che arma i ladri e non difende i cittadini".

Sulla stessa linea Fratelli d'Italia che subito dopo la fumata bianca dell'Aula si ritrova in piazza davanti Montecitorio per protestare. I parlamentati di Fdi, con a capo la Meloni, decidono di incatenarsi per denunciare "una legge che lega le mani agli italiani. Noi vogliamo cercare di costruire uno Stato che sta dalla parte delle vittime e non con i carnefici". Parla di legge "imbrogliona, che dice tutto e il suo contrario", anche il capogruppo azzurro Renato Brunetta. Il Movimento Cinque Stelle accusa la maggioranza di aver fatto solo "propaganda" mentre Sinistra Italiana sottolinea la vittoria "della lobby delle armi".

A bocciare la legge però non è solo una parte della politica. A puntare il dito contro il provvedimento è anche Roberto Saviano. Lo scrittore sul suo profilo social critica la decisione di consentire alle persone di poter sparare: "Non è consentendo alle persone di armarsi e di sparare che si tutela la sicurezza dei cittadini. Con il decreto Minniti e la legge sulla legittima difesa - accusa - il Partito Democratico ha deciso definitivamente di essere un partito della peggior destra che fa leva su istinto, ignoranza e luoghi comuni". A rispedire al mittente ogni accusa ci pensano però all'unisono i partiti della maggioranza. A difendere il provvedimento ci pensa il ministro degli Esteri Angelino Alfano: "Siamo soddisfatti, abbiamo posto rimedio alla legge della Lega che era un flop". La presidente della commissione Giustizia Donatella Ferranti ci tiene invece a chiarire che la nuova legge non introduce nessun far west: "Il testo varato oggi rafforza le tutele giuridiche di chi viene aggredito in casa sollevandolo se prosciolto anche dalle spese processuali, ma sempre nel solco della Costituzione e dei principi dello Stato di diritto". A fare chiarezza ci pensa anche Cesare Mirabelli presidente emerito della Corte Costituzionale: "La nuova legge non sconvolge il sistema. Precisa alcuni elementi e per qualche aspetto potrebbe apparire anche superflua perche' il giudice gia' applica le norme generali sulla legittima difesa.

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