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Siria, Gentiloni: "Azione Usa limitata, non escalation. Assad responsabile crimine di guerra"

Il premier: "L'azione di stanotte acceleri i negoziati"

"L'azione di questa notte come noto si è sviluppata nella base aerea da cui erano partiti gli attacchi con uso di armi chimiche nei giorni scorsi. Contro un crimine di guerra il cui responsabile è il regime di Assad". Lo dichiara il premier Paolo Gentiloni a Palazzo Chigi. Il premier ha puntualizzato che "gli Stati Uniti hanno definito la loro azione come puntuale e limitata e non come una tappa di una escalation militare".

LA CONFERENZA STAMPA DEL PRESIDENTE DEL CONSIGLIO

"Chi fa uso di armi chimiche non può contare su attenuanti e mistificazioni", ha detto ancora Gentiloni. "Credo che le immagini di sofferenza che abbiamo dovuto vedere nei giorni scorsi in seguito all'uso delle armi chimiche non possiamo pensare di rivederle".

"L'Italia è sempre stata convinta che una soluzione duratura per la Siria vada cercata nel negoziato. Era e resta la nostra posizione. Il negoziato deve comprendere tanto le forze di opposizione quanto il regime, sotto l'egida delle nazioni unite con ruolo decisivo e costruttivo della Russia". "C'è l'impegno comune perché l'Europa contribuisca alla ripresa dei negoziati in Siria". "Sono convinto che l'azione di questa notte non ostacoli ma acceleri la chance per il negoziato politico". "Con il presidente francese Hollande e la cancelliera Merkel abbiamo preso il comune impegno perché l'Europa contribuisca alla ripresa dei negoziati in Siria".

L'Italia - dunque - insieme a Germania, Francia e Gran Bretagna giudica "proporzionato" l'attacco Usa in Siria dopo i raid chimici dei giorni scorsi. A sottolinearlo anche il ministro degli Esteri Angelino Alfano.

"L'Italia comprende le ragioni di un'azione militare Usa proporzionata nei tempi e nei modi, quale risposta a un inaccettabile senso di impunità nonché quale segnale di deterrenza verso i rischi di ulteriori impieghi di armi chimiche da parte di Assad, oltre a quelli già accertati dall'Onu". Lo dichiara il ministro degli Esteri Angelino Alfano una nota sottolineando che "il governo segue con la massima attenzione gli sviluppi nel Mediterraneo, tenuto conto dei suoi molteplici e diretti interessi alla sicurezza e alla stabilità della regione". "Gli attacchi aerei a Khan Sheikhoun del 4 aprile scorso sono stati spietati per il loro carico di vite umane, inclusi molti bambini, e per la loro efferatezza. Sono atti vili che l'Italia e l'Ue - afferma il ministro nella nota - hanno condannato fermamente e che si sommano alle ripetute violazioni del cessate il fuoco da parte di Assad e delle atroci violenze ai danni dei civili nei confronti dei quali le sue forze armate si sono più volte rese responsabili". Il Governo "segue con la massima attenzione gli sviluppi nel Mediterraneo, tenuto conto dei suoi molteplici e diretti interessi alla sicurezza e alla stabilità della regione. E' ora necessario e urgente riattivare la piena funzionalità del Consiglio di Sicurezza e pervenire all'adozione di una Risoluzione consensuale onde identificare responsabilità e scongiurare nuove atrocità. Quale membro del Consiglio di Sicurezza, l'Italia continuerà ad adoperarsi a tal fine". Inoltre, "l'Italia auspica fortemente che riprenda - attorno ad un rinnovato dialogo Usa-Russia - l'impegno della comunità internazionale per una transizione politica in Siria guidata dall'Onu e in ossequio alla Risoluzione 2254 del Consiglio di sicurezza e al Comunicato di Ginevra del 2012. In questo senso guarda con interesse alla prossima visita del segretario di Stato Usa Tillerson a Mosca. E' necessario che la Russia usi la propria influenza in favore di un reale cessate il fuoco, del pieno accesso umanitario e di un processo di progressiva costruzione della fiducia tra le parti siriane". "Circostanze come queste - conclude - non fanno che rafforzare l'impegno italiano, europeo ed internazionale verso questo obiettivo strategico. Al riguardo la riunione dei ministri degli Esteri del G7 di Lucca rappresenterà una ulteriore occasione per una valutazione comune della situazione e per confermare la nostra volontà collettiva".
   

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