M5s: impugnato lo Statuto sulle espulsioni, Grillo in tribunale

Nuove regole M5s finiscono davanti a giudice

Da domani finisce 'sotto processo' anche il nuovo Statuto e il nuovo Regolamento M5s che stabilisce le espulsioni, votato in rete ed approvato lo scorso ottobre. Alcuni iscritti al M5s, rappresentati dall'avvocato Lorenzo Borrè, hanno infatti deciso di impugnare Statuto e Regolamento davanti ad un giudice dove sarà chiamato Beppe Grillo in qualità di rappresentante legale dell'associazione M5s. Per Statuto e Regolamento verrà anche chiesta al Tribunale la sospensione cautelare.

Domani verrà dunque notificato l'atto di citazione a Beppe Grillo, in quanto legale rappresentante dell'associazione del 2009 a cui fa capo il M5s, dopodiché l'atto verrà depositato in Tribunale che, in un paio di mesi, potrebbe anche decidere per la sospensione. L'obiettivo dei ricorrenti è annullare tutto il nuovo impianto regolamentare M5s in quanto adottato violando le regole del codice civile per le modifiche statutarie e di "restituire all'assemblea la sua funzione sovrana". I ricorrenti contestano a Grillo di aver modificato Statuto e approvato il Regolamento con una votazione non assembleare, come espressamene previsto dalla legge, e senza aver raggiunto il quorum richiesto per le modifiche statutarie (75%). Inoltre sarebbe stata anche violata la norma che prevede che tutti gli iscritti vengano chiamati a votare: per Borrè, invece, "alcuni iscritti, pur non essendo espulsi, non sono stati convocati al voto ed hanno trovato il loro account per votare disabilitato mentre sono stati esclusi tutti gli iscritti dopo il 31/12/2015". Altro tasto su cui puntano i ricorrenti è la "norma in bianco" sul nuovo regolamento fatta votare sullo Statuto. Nel merito del regolamento, invece, i ricorrenti ritengono violate le norme costituzionali che prevedono la libera manifestazione del pensiero così come vengono contestate le modalità di scelta del Collegio dei probi viri e del Comitato d'appello.

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