Mattarella, per voto servono leggi elettorali omogenee

Devono essere anche pienamente operative e senza incertezze

Anche allo scopo "di consentire nuove elezioni con esiti chiari è necessario dotare il nostro Paese di leggi elettorali, per la Camera e per il Senato, che non siano, come in questo momento, l'una fortemente maggioritaria e l'altra assolutamente proporzionale ma siano omogenee e non inconciliabili fra di esse": così il presidente Sergio Mattarella. Leggi, prosegue, "inoltre, pienamente operative affinché non vi siano margini di incertezza nelle regole che presidiano il momento fondamentale della vita democratica".

"Anche la necessità" di un'approvazione di leggi elettorali omogenee per Camera e Senato "sorregge l'esigenza di un Governo nella pienezza di funzioni, senza il quale il Parlamento non potrebbe procedere all'approvazione di alcuna normativa elettorale", ha detto ancora Mattarella nel suo intervento per lo scambio di auguri con i rappresentanti delle Istituzioni, delle forze politiche e della società civile.

"L'alta affluenza al voto è stata la dimostrazione della solidità della nostra democrazia - ha affermato il presidente Mattarella, in cui una cittadinanza, capace di attiva partecipazione, ha manifestato, con evidenza, la richiesta di essere protagonista delle scelte collettive".  

"A seguito dell'esito referendario - ha detto Mattarella - il Governo guidato dal Presidente del Consiglio Matteo Renzi ha deciso di rassegnare le dimissioni. Al presidente Renzi rivolgo un saluto cordiale, ringraziandolo per l'opera prestata al servizio del Paese in quasi tre anni di intenso impegno a capo del potere esecutivo".

"Dalla grande affluenza al recente referendum è emersa - vorrei nuovamente sottolineare - una domanda dei nostri concittadini di maggior partecipazione, non episodica ma costante; e autentica, libera, che non va strumentalizzata né manipolata. Una domanda rivolta soprattutto alle formazioni politiche e che merita apertura e disponibilità nella risposta". 

"E' augurabile che, sulle regole elettorali, si registri in Parlamento un consenso - ha detto ancora Mattarella -, auspicabilmente generale, comunque più ampio di quello della maggioranza di governo". 

E poi ancora: "Malgrado indicatori positivi sul numero degli occupati, che non vanno sottovalutati, di fronte alle difficoltà di tante famiglie, di fronte a giovani che non hanno la possibilità di programmare la propria vita perché non trovano lavoro, di fronte a chi lo ha perduto o a chi lo ha ma è sottoretribuito, di fronte a un'ampia area di povertà, che non è costituita da un dato statistico ma da numerosi nostri concittadini, occorre rispetto e, quindi, un confronto di proposte con contenuti ed elaborazioni adeguate". 

"Chi suscita e diffonde sentimenti di inimicizia o di odio agisce contro la comunità nazionale; e si illude di poterne orientare la direzione. L'odio che penetra in una società la pervade e si rivolge in tutte le direzioni, verso tutti e verso ciascuno". Lo dice il presidente della Repubblica Mattarella rivolgendosi a forze politiche e media. "Tanto più è necessario un clima di dialettica vivace ma corretta e seria - aggiunge - quanto più grandi, impegnativi e drammatici sono i problemi che vanno affrontati e che richiedono la capacità di misurarsi con questioni complesse".

Il capo dello Stato ha anche detto: "La vocazione alla pace va ribadita mentre la tragedia che si consuma ad Aleppo, mietendo vittime innocenti tra la popolazione civile, bambini compresi, è divenuta l'emblema più doloroso del clima di disumana violenza e di cinica sopraffazione che spesso si manifestano, della mancanza di collaborazione tra gli Stati, dell'impotenza della politica e della diplomazia. Quella tragedia umanitaria, che ferisce le nostre coscienze, alle porte dell'Europa, avrà conseguenze ben oltre l'area mediorientale".

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