• Referendum: Alfano apre a ipotesi rinvio. Ma Palazzo Chigi smentisce. Alt di Fi: "Sarebbe una follia". Grillo: "Renzi ci lasci votare, rinvio insopportabile"

Referendum: Alfano apre a ipotesi rinvio. Ma Palazzo Chigi smentisce. Alt di Fi: "Sarebbe una follia". Grillo: "Renzi ci lasci votare, rinvio insopportabile"

Alfano: "Opposizione per rinvio? Si valuti"

Il ministro degli Interni, Angelino Alfano, apre all'ipotesi di rinviare la data del referendum se una parte della opposizione fosse disponibile a valutarla . Ma arriva la smentita di fonti di Palazzo Chigi, secondo cui, a riprova che l'eventualità non sussiste, c'è nell'agenda di Matteo Renzi di domani sera, alle 21, la manifestazione di campagna elettorale a Padova.  E, nella sua newsletter Enews, il premier scrive: "Manca un mese al referendum. La sfida è sul filo, bella e impegnativa. Ciascun voto può essere decisivo".  "Se vince il Sì, si cambia. Se vince il No, tutto resta com'è adesso. E resterà per decenni così - aggiunge-. O si cambia o si resta come siamo", sottolinea.

Ai microfoni di Rtl, parlando del terremoto, Alfano ha detto: "Il governo non farà alcuna richiesta di rinviare il referendum ma qualora una parte della opposizione fosse disponibile a valutare un'ipotesi di questo genere io sono convinto che sarebbe un gesto da prendere in altissima considerazione". 

Non sarà dunque il governo a proporre il rinvio della consultazione referendaria, argomenta il ministro, ma se la richiesta arriverà dall'opposizione va valutata "anche perché - dice Alfano - ritengo che la cultura di Governo e la posizione politica di un movimento come Forza Italia che sta nel Partito Popolare Europeo e che è guidato da qualcuno che ha dovuto subire anche dei terremoti durante la propria gestione del Paese, mi riferisco a Berlusconi e L'Aquila, conosce bene quanto diventi prioritario rispetto a tutto, quanto diventi indispensabile recarsi sui luoghi del sisma, e quanto anche dal punto di vista dello spirito pubblico diventi difficile una campagna elettorale che separa un Paese che invece ha bisogno di essere unito".

Il ministro ha precisato di parlare "a livello personale, ovviamente, e come responsabile del mio movimento politico". 

- Il Referendum è il 4 dicembre - chiede l'intervistatore -, in questi giorni ci sono molti retroscena, ad esempio Libero o il Fatto Quotidiano, ma anche altri, parlano di fuga dalla sconfitta e del fatto che Renzi e Napolitano vorrebbero far slittare il voto in primavera. Lei cosa prevede? E' vero che c'è una volontà da parte dei sostenitori del Sì di posticipare questa data? Secondo lei è stato imprudente dare tanto significato a questa data e a questo referendum?

"Sul piano giurisdizionale - risponde Alfano - ossia del ricorso di Onida in tribunale, non compete a me, saranno i giudici a valutare se tecnicamente vi è la ragione per il cosiddetto spacchettamento, ma non voglio entrare nel tecnico, è solo per dire che quell'aspetto non mi riguarda perché è un tema del quale ci occuperemo solo dopo l'eventuale pronunciamento dei magistrati. Per quanto riguarda l'aspetto politico, siccome noi non abbiamo chiesto nessun rinvio della data elettorale, è chiaro che sul piano della polemica pubblica, anche della campagna elettorale, è una fatica parlare di referendum, non è facile parlare delle ragioni del Sì e del No mentre ci sono migliaia di sfollati. Noi abbiamo fatto le riforme costituzionali come i cittadini chiedevano da anni o da decenni e poi, come sa, la nostra Costituzione stessa prevede che a determinate condizioni si passi dal popolo, il Parlamento propone ma è il popolo a disporre, perché la Costituzione stessa prevede che se non ci sono i due terzi dei voti in Parlamento nell'approvazione alla riforma Costituzionale ci voglia il referendum ed ovviamente le date, la cronologia istituzionale, si tratta di un insieme di cose che non tiene conto di questa variabile drammatica e imprevista della vicenda dei terremoti che sono sopravvenuti rispetto a tutto quello che era il calendario istituzionale. E' chiaro che quando abbiamo approvato la riforma costituzionale la legge prevedeva un tempo per la fissazione del Referendum, noi abbiamo rispettato tutte le scadenze, ed è chiaro che adesso questa data arriva e purtroppo lo fa in un momento drammatico in cui l'emergenza vera è restituire serenità a decine di migliaia di italiani, non è più la priorità il referendum, ma questo credo sia nel cuore degli italiani, non nel cuore o nella testa dl Governo. Dopodiché si torna qui a una questione: se l'opposizione ha questo stesso sentimento, questa stessa considerazione, e se esiste un'unica opposizione, cioè se il tono, il contenuto, la modalità di opposizione di un movimento politico come quello di Forza Italia che aderisce al Partito Popolare Europeo, che dovrebbe collocarsi tra i moderati, è lo stesso al tono e all'approccio al sisma che può avere il Cinque Stelle o la Lega. Questo è un punto che mi pare importante.

- Rispetto a questo ci pare di aver capito che c'è stata grande disponibilità da parte di tutta l'opposizione, è la considerazione dell'intervistatore.

"Sì - risponde Alfano - da questo punto di vista ci mancherebbe altro che ci si opponesse prima ancora di conoscere il testo del Decreto sul terremoto, che poi è tutto funzionale a rendere più celeri le procedure, certa la ricostruzione, disponibili i fondi per realizzarla. Non mi meraviglia ci sia disponibilità su questo, sarebbe stato innaturale il contrario. Quello di cui parlo io è anche rispetto al tono e alla stessa vicenda della data del referendum, sono convinto che per storia e anche per cultura di Governo di un movimento politico guidato da una persona che è stata più volte Presidente del Consiglio, Forza Italia dovrebbe e potrebbe avere un tono e un modo diverso rispetto al rapporto che c'è tra il referendum e questa vicenda del terremoto. Questo è un elemento sul quale è chiaro che il Governo non farà nessun passo in avanti dal punto di vista della richiesta di rinviare il referendum, però è del tutto di buon senso e rispondente, credo, all'animo profondo degli italiani che in questo momento una campagna elettorale anche molto dura e severa, sul referendum, è fuori dalle corde e dalla logica, in un momento in cui siamo tutti impegnati nel dare una risposta abitativa a coloro i quali hanno perso la casa.

LA SMENTITA DI PALAZZO CHIGI - Fonti di Palazzo Chigi smentiscono "categoricamente" l'ipotesi del rinvio del referendum, "così come emerge dai riflessi di stampa". Ne è dimostrazione - sottolineano le stesse fonti - l'agenda di Matteo Renzi che domani sera alle 21 sarà a una manifestazione di campagna elettorale a Padova. 

ALTOLA' DELLE OPPOSIZIONI -  "In merito all'assurda ipotesi su un fantomatico rinvio del referendum confermativo, già fissato per il prossimo 4 dicembre - ipotesi che questa mattina il ministro Alfano ha subdolamente cavalcato, gettando la palla nel campo delle opposizioni - la posizione di Forza Italia è chiara e cristallina: rinviare la consultazione costituzionale sarebbe da folli e irresponsabili. Non siamo disponibili a prendere in considerazione ipotesi che vanno annoverate sotto la voce fantapolitica". Lo afferma Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia. 

"L'Italia è paralizzata da mesi da una campagna elettorale permanete voluta dal Governo su queste riforme: è giunto il momento che gli elettori si esprimano. E poi... Tre Governi non eletti... Referendum da rinviare... voto delle Province cancellato: ma i cittadini hanno ancora diritto di dire la loro?", scrive su Facebook Giovanni Toti, presidente della Regione Liguria e consigliere politico di Silvio Berlusconi.

E, in un videoforum su Repubblica.it, anche Stefano Parisi è convinto che prima si voti, meglio è. "Io penso che l'Italia non possa andare ancora nell'incertezza prima si vota meglio è". "Il tema vero - prosegue - è che il governo si dedichi al terremoto e all'emergenza economica. Il premier dedichi meno impegni alla campagna referendaria e si impegni sul terremoto". A proposito del rinvio l'ex manager aggiunge: "Si voti il prima possibile così togliamo di mezzo la pratica. Rinviare significa allungare ulteriormente l'incertezza e le fratture nel Paese". 

Critiche anche da M5s e Lega.  "I sondaggi iniziano ad andare male per Renzi. Così il referendum prima previsto per ottobre, poi slittato a dicembre, adesso lo vogliono far slittare, addirittura, in primavera. Non si azzardino a strumentalizzare le vittime del sisma per i loro loschi fini politici e ad usarli come scusa per rimandare una votazione che vede Renzi perdente. Il Governo piuttosto tenga ferma la data del referendum e si concentri a garantire alle vittime del terremoto il loro pieno diritto di essere cittadini, attraverso il ripristino di case, scuole e presidi sanitari"", afferma una nota del movimento. 

"L'ipotesi di rinviare la data del referendum - dice Fedriga, capogruppo alla Camera della Lega - è inaccettabile e irrealizzabile. Dopo aver traccheggiato per troppo tempo e aver ipotizzato 1000 date, Renzi ha scelto il 4 dicembre. E' vergognoso che ora l'esecutivo strumentalizzi e sfrutti in maniera opportunistica la tragedia del terremoto per cercare di rinviare la data del voto. O Alfano è un folle o vuole giocare con i drammi del paese. Invece di ipotetiche soluzioni di rinvio, il governo pensasse a trovare fondi e soluzioni concrete per le migliaia di cittadini colpiti dal sisma". 

Grillo, Renzi ci lasci votare, rinvio insopportabile - Renzi "ci lasci votare, un ulteriore rinvio sarebbe insopportabile. Non azzardatevi, dovete rispettare i vostri datori di lavoro". Così Beppe Grillo sul suo blog sulle ipotesi di rinvio del referendum. "Renzi ha smentito ma pare che fino a ieri supplicasse Berlusconi di aiutarlo a rinviare ed è noto che la sua parola vale meno di zero. Gli italiani vogliono votare e vogliono che il loro voto venga rispettato. Il premier si ricordi di fare quanto promesso non appena arriveranno i risultati del referendum" aggiunge.

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