Da sisma bonus a ricostruzione, gli aiuti in manovra

600 milioni per le zone colpite il 24 agosto; da incentivi spinta a lavori per 1,6 miliardi

Sismabonus esteso anche ai condomini, che consentirà di raddoppiare i lavori (fino a 1,6 miliardi) sconti specifici per la ricostruzione delle aree colpite che saranno attivate dai privati ma anche dalle amministrazioni, investimenti per mettere in sicurezza gli edifici pubblici e il territorio. Con la legge di Bilancio arrivano diverse misure legate al rischio sismico del territorio, compreso un primo stanziamento di circa 1 miliardo per investimenti diretti della pubblica amministrazione, con priorità alle scuole.

Ecco una sintesi delle misure in arrivo con la manovra:

A SISMABONUS, FINO A 85% E SI RECUPERA IN 5 ANNI: Il rafforzamento del bonus dovrebbe valere, come viene spiegato, circa 2 miliardi per coprire le nuove agevolazioni (che però si inizieranno a detrarre con la dichiarazione 2018 sui redditi 2017). Il 'sismabonus' continuerà a partire dal 50% ma potrà arrivare fino all'85% in caso di miglioramento di 2 classi di rischio. L'agevolazione, che viene 'stabilizzata' per 5 anni fino al 2021, vale sia per i condomini sia per le abitazioni singole e si potrà detrarre, quindi recuperare, in 5 anni anziché in 10. Le percentuali di sconto aumentano al 70 e 80% per le case e al 75 e 85% dei condomini.

SCONTI LAVORI ANTISISMICI ANCHE A SECONDE CASE: Altra novità l'estensione dello sconto anche alle seconde case e alle attività produttive che si trovano nelle zone sismiche 1 e 2 (ad alta pericolosità) ma anche nella zona 3. Tra le spese detraibili rientreranno anche quelle per la classificazione e verifica sismica. Sara' inoltre possibile cedere la detrazione sulle parti comuni dei condomini a soggetti terzi.

ALMENO 600 MILIONI PER IL POST SISMA DEL 24 AGOSTO: è, secondo le ultime bozze, lo stanziamento specifico per la concessione del credito d'imposta legato ai finanziamenti agevolati per la ricostruzione provata (100 milioni). Autorizzata anche la spesa di 200 milioni di euro per il 2017 (300 per il 2018, 350 per il 2019 e 150 per il 2020) per la concessione dei contributi finalizzati alla ricostruzione pubblica. Le regioni colpite potranno poi destinare ulteriori risorse incluso il cofinanziamento nazionale per un importo pari a 300 milioni.

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